Difficoltà economiche, una ricerca online per capire come ottenere un finanziamento, ed ecco che spunta il truffatore, denunciato ai carabinieri di Besozzo dalla vittima del raggiro, una sessantenne residente in Valcuvia, che oggi in tribunale a Varese ha assistito all’udienza in cui l’imputato, un 42enne domiciliato a Rimini, è stato condannato.
Quattro mesi di reclusione con pena sospesa, formula che porta all’estinzione del reato dopo un periodo di buona condotta. Questa la decisione del giudice, che ha respinto la richiesta della difesa di non punire l’uomo a processo, per la particolare tenuità del fatto.
La sessantenne, già gravata da una situazione economica non facile, nell’agosto 2020 accettò di versare circa un centinaio di euro al presunto professionista in ambito finanziario, contattato via web. Soldi che sarebbero serviti all’uomo per coprire delle non meglio precisate spese sul procedimento per concedere alla donna un prestito di 3mila euro.
La donna seguì le istruzioni e andò in un tabacchino di Cocquio a ricaricare la carta Postepay intestata all’uomo, che le promise di farsi vivo personalmente, nel giro di pochi giorni, per consegnarle un assegno. Ma quell’incontro non è mai arrivato.
«Avevo dei pagamenti da sostenere, ero disoccupata e mio marito era in difficoltà con il lavoro – ha raccontato la persona offesa davanti al giudice – Ho versato quei soldi ma poi lui ne voleva altri e mi sono fermata». Se la signora non si fosse insospettita, ha sottolineato il pm nella sua requisitoria, il danno economico generato dalla truffa sarebbe stato più consistente.
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