La presentazione della rivista “Menta e Rosmarino” rappresenta ormai, per il territorio dei laghi, un classico appuntamento. Il pubblico, che segue sempre numeroso questo evento troverà anche quest’anno accoglienza in uno spazio particolarmente suggestivo: Villa Ida di Cocquio Trevisago.
Si tratta del 50° numero della rivista, un traguardo importante. Era il lontano anno 2001 quando un gruppo di avventurosi si mise in testa di dare alle stampe un giornaletto con il romantico fine di “dare gusto, profumo e sapore alla vita del paese”.
Un’avventura al tempo stesso coraggiosa e incauta perché in quegli anni si andava palesando un crescente disinteresse verso la carta stampata. La gente cominciava ormai ad avvalersi di internet e dei social network e quella che stava per iniziare era un’azione della quale neppure il Comitato di Redazione era poi tanto convinto.
Racconta il direttore Alberto Palazzi che ci si rivolse a un tipografo il quale – neppure lui! – volle crederci: «Ieri sono venuti in tipografia quelli del Menta e Rosmarino – confidò a un amico – e mi hanno chiesto un preventivo per fare un giornaletto. Gliel’ho preparato, ma lo so bene io come vanno queste cose! Arrivano carichi di entusiasmo e di belle speranze poi ne fanno un numero, qualche volta due, tre a esagerare … poi non li vedi più e se vengono a chiudere il conto è già buona!». Il tipografo era convinto che anche questo giornale, come tutti quelli di carattere locale, avrebbe avuto vita breve.
In barba a questo tipografo, al quale oggi il Palazzi rivolge divertito una affettuosa pernacchia, “Menta e Rosmarino” è giunto al 50° numero e al 21° anno di pubblicazione.
Come il Direttore scrive nell’articolo introduttivo, «la rivista, che si cinge romanticamente il capo con i profumi della nostra terra, è nata con l’intento di dare voce ai valori della tradizione, in particolare al bisogno di radici e di comunità in un’epoca di spaesamento e insicurezza. Si è occupata principalmente del territorio, della sua storia, dei personaggi, delle tradizioni, dell’arte, e poi ancora letteratura, dialetto, memorialistica minore, il tutto partendo dall’assunto che le nostre “diversità” sono un bene prezioso da difendere sempre e comunque, anche per contrastare in qualche modo la globalizzazione imperante. Si è soffermata poi a lungo a esaminare i fattori di identità che avevano caratterizzato le nostre comunità su una scala di lunga durata e che, purtroppo, si sono erosi negli ultimi decenni. Non si tratta solo di fattori simbolici quali il dialetto, il folklore locale, il repertorio di storie, di personaggi, ma anche di abitudini, riferimenti culturali ed etici che, a lungo andare, hanno dato una nuova fisionomia al vivere quotidiano. Il tutto cercando per altro di non indulgere mai ad anacronistiche nostalgie. Si concede solo un po’ di amarcord, non regressivamente nostalgico, ma utile a sollecitare qualche comparazione e riflessione critica».
Presentatrice ufficiale della serata di sabato 15 luglio sarà Betty Colombo, mentre il compito di presentare la rivista, sarà affidato alla dottoressa Dalia Gallico, presidente dei dipartimenti creativo culturali Art, Fashion & Design e Direttore Education & Research (Università San Raffaele).
Seguirà poi “Il dialetto è servito”, un momento di intrattenimento all’insegna della musica e del dialetto con la partecipazione di Betty Colombo, Gianni Crugnola ed Ermanno Morosi.
Al termine, previsto intorno alle 22.30, l’associazione Menta e Rosmarino, insieme all’amministrazione comunale di Cocquio Trevisago e al Gruppo Alpini di Cocquio Trevisago, co-organizzatori della serata, farà “gli onori di casa” intrattenendo i presenti con un ghiotto rinfresco.
In caso di cattivo tempo la manifestazione si terrà presso il Teatro della Società Operaia di Caldana.
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