Cinque colonnine di ricarica per biciclette elettriche in altrettanti luoghi dell’alto Varesotto, tutti punti di grande interesse turistico.
Il progetto, un’idea dell’ufficio tecnico della Comunità Montana Valli del Verbano, poi sostenuta dall’iniziativa Do You Bike della Camera di Commercio di Varese, arriva giusto in tempo per l’inizio dell’estate, e rende ancora più fruibili e interessanti alcuni itinerari della Valtravaglia immersi nella natura.
Le piattaforme sono state installate vicino alla ciclopedonale di Grantola, in zona Malpensata, alla Pineta Bassa di Montegrino Valtravaglia, fuori dal ristoro di San Michele (frazione montana di Porto Valtravaglia), al Lago D’Elio in Veddasca e a Laveno Mombello, in località Casere. Una mappa tra lago e monti, a misura di escursionista, composta tenendo conto della logica paesaggistica e turistica, ma anche di aspetti legati alla sicurezza e alla manutenzione, dato che ogni colonnina è situata vicino ad un punto ristoro.
«Possiamo certamente dire che questo progetto è solo un tassello di un mosaico molto più grande di sviluppo turistico – commenta Simone Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano – Ancora una volta è il raggiungimento di un importante risultato, arrivato grazie all’ottimo operato degli uffici del nostre ente. E’ un progetto che guarda al turista e ai residenti – sottolinea Castoldi – con l’obiettivo di rendere fruibile il meglio naturalistico del nostro territorio».
La notizia dell’installazione delle colonnine arriva a pochi giorni di distanza dall’accordo sottoscritto tra Comunità montana, Lega italiana protezione uccelli e Touring Club Italiano per studiare nuove esperienze turistiche sull’alto Varesotto, facendo leva anche sugli strumenti tecnologici. Un’altra via per valorizzare il nord Verbano.
«Bisogna fare in modo che le nostre aree naturalistiche siano accessibili ad una mobilità dolce e sostenibile – aggiunge in conclusione il presidente Castoldi – Fare in modo che siano riscoperte e tornino ad essere frequentate. E’ promozione turistica da un lato, e dall’altro è un modo per preservarle ed eliminare fattori di minaccia. Quest’opera è una parte importante di questa visione e rappresenta la nostra voglia di fare, in modo concreto, per le Valli del Verbano».
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