Caravate | 15 Giugno 2023

Porte aperte dai Passionisti di Caravate: “Qui dove si cura il cuore”

Domenica scorsa una giornata di condivisione e spiritualità nella casa di esercizi con la presenza del nuovo Padre Provinciale Giuseppe Adobati. Il racconto di chi l’ha vissuta

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(a cura di Sandra Torretta) Domenica 11 giugno a Caravate, nella casa di esercizi gestita dai padri Passionisti, si è svolta l’ormai classica giornata dell’Open Day, che vede protagonisti una settantina di frequentatori sia di questa struttura che del meraviglioso parco in cui è inserita, al cui interno si respira la spiritualità nata dal suo fondatore San Paolo della Croce.

La comunità passionista quest’anno ha ospitato padre Giuseppe Adobati, da pochi mesi diventato Padre Provinciale: risiede a Roma, ma conosce bene le comunità del nord Italia.

La giornata dell’Open Day è stata occasione per accogliere il nuovo provinciale, per presentare la spiritualità passionista, per fare una verifica sia dell’anno trascorso che del cammino personale vissuto e proporre nuove attività per il prossimo anno.

Per chi ha frequentato le varie iniziative in questa casa di accoglienza (dai cammini di fede ai cammini per le giovani famiglie, dalla scuola della Parola ai gruppi della lectio del giovedì, dal gruppo Iuxta Crucem, che già approfondisce e vive la spiritualità passionista, al nuovo gruppo mariano, nato su invito di padre Davide dopo i due pellegrinaggi a Medjugorje, dal corso di iconografia al nuovissimo corso di greco), questa giornata è stata un punto di incontro di visi e storie, di percorsi e racconti: un vero popolo in cammino, varie espressioni di uno stesso bisogno di conoscere il Volto di Cristo.

Partendo dalla fine del Vangelo di Marco, Padre Giuseppe ci ha introdotti attraverso la Parola alla verifica, per evidenziare il compito e le difficoltà di chi annuncia, degli evangelizzatori, ma anche di chi riceve l’annuncio della Buona Notizia, attraverso quelle che chiamiamo contro risonanze.

I passionisti, la cui specificità è proprio l’evangelizzazione, fanno continua esperienza di queste gioie e di queste difficoltà. Non c’è, però, solo l’annuncio attraverso la Parola: si è testimoni anche con la vita.

San Paolo della Croce, nel suo testamento presentato in alcune parti dal Padre Provinciale, raccomanda ai suoi confratelli proprio la carità fraterna, la ricerca della solitudine, l’attenzione allo spirito di orazione e la scelta della povertà, cioè la ricerca della sobrietà per non diventare schiavi delle “cose”, ma persone libere, tutti elementi su cui si basano le comunità nate dal carisma passionista. Altri punti cari a san Paolo della Croce sono anche dedicare la propria vita alla salvezza delle anime e tener conto delle piccole cose che tracciano il senso al cammino di ogni fratello e di ogni comunità.

Tutto, insomma, per vivere appieno la Fraternità, che sempre si respira quando si incontrano questi frati chiamati a fare dello stile di vita comunitario la più efficace testimonianza.

A riprova che i laici che frequentano i religiosi passionisti stanno diventando davvero un popolo vivo e inquieto, sono state tante le testimonianze che i singoli aderenti ai vari gruppi di attività hanno messo a disposizione di tutti: racconti di vita commoventi e coinvolgenti, colmi di difficoltà ma anche di gioia.

La giornata è stata anche l’occasione per ringraziare coloro che per un anno intero e per anni interi ci hanno dedicato e dedicano sempre tempo ed energie, ascoltando e mettendosi a nostra completa disposizione in qualità di guide, di educatori, confessori, direttori spirituali, amici, accompagnatori appassionati, fratelli e padri. I padri, tra cui il superiore padre Marco e il suo vice padre Marcello, non si sono risparmiati per noi come i fratelli che lavorano dietro alle quinte ogni giorno nel nascondimento.

Quest’anno è stato anche un anno particolare per la presenza di un probando, Lanfranco, che si sta avviando a diventare frate e che non ha mai rinunciato al confronto con noi che ci ritroviamo a Caravate.

Ancora una volta, dopo la verifica, ci siamo scoperti più profondi di come eravamo l’anno scorso.

Queste giornate e queste verifiche personali ci consentono di scoprirci persone “nuove” e ci permettono di raccontare quel percorso personale che ci ha permesso che lo diventassimo. Ascoltiamo ogni anno esterrefatti i tanti miracoli che ci vedono testimoni inconsapevoli.

Vi ho stuzzicati? Venite anche voi e vedrete. Le porte sono aperte! Qui l’accoglienza e la mancanza di pregiudizio e di giudizio sono i punti di forza di questa casa, che qualcuno definisce “una casa per la cura del cuore” ferito e sanguinante.

Qui si comincia col momento del caffè dopo la Messa della domenica in santuario delle h 9.30… e poi scopri che non vorresti più andare via perché si impara a portare la propria croce, anziché aspettare che qualcuno te la tolga, si impara a diventare discepoli missionari, ci si sente amati e non giudicati.

La giornata di domenica è terminata con la celebrazione eucaristica nel santuario della Madonna del Sasso, momento di profondo ringraziamento, al termine della quale sono state benedette due icone, una frutto del lavoro di Lanfranco, che ha frequentato il corso di scrittura delle Icone in questa casa passionista.

Ora ci attendono i mesi estivi con i corsi degli esercizi spirituali a cui tutti sono invitati (il primo inizia il 2 luglio e termina l’8 luglio, guidato da padre Marcello sul cammino di Ruth).

Un arrivederci a padre Giuseppe che si è rivelato un ascoltatore attento e presente, che abbiamo conosciuto ed apprezzato per la semplicità e la genuinità che ci ha trasmesso. A lui ci affidiamo per essere guidati e a cui abbiamo assicurato collaborazione e disponibilità per un annuncio nuovo e più ampio, certi che anche le nostre voci di laici passionisti possano contribuire a portare la Buona Notizia a chi ancora non l‘ha assaporata.

Vi posso allora riservare una camera per questa estate? Il silenzio e la pace vi aspettano!

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