«Correva l’anno 2016 quando, come Segreteria Territoriale FNS CISL dei Laghi, una delle maggiori sigle sindacali dei vigili del fuoco, abbiamo acceso i riflettori sulla problematica della sicurezza della linea ferroviaria Gallarate – Zenna: dopo sette anni siamo al punto zero».
A intervenire, a margine dello svio di un treno che trasportava ferrocisterne con diverse sostanze tossico-infiammabili avvenuto ieri nella galleria del Sasso Galletto, tra Castelveccana e Laveno Mombello, a causa di uno smottamento provocato dalle forti precipitazioni della notte, è la Segreteria FNS CISL – Varese – Laghi.
«L’accaduto torna a farci riflettere. Fortunatamente – commenta il sindacato – lo “svio” non ha causato il ribaltamento o la rottura dei contenitori ma la domanda è: dobbiamo per l’ennesima volta sperare sempre sulla buona sorte o vogliamo concretamente investire sulla sicurezza? Da anni, in rappresentanza dei lavoratori dei vigili del fuoco ma anche per la tutela della popolazione, ci battiamo affinché vengano forniti i giusti supporti (attrezzature, automezzi e uomini) per contrastare eventuali emergenze sulla tratta».
«Ci preme ribadire – proseguono – che non siamo contro Alptransit, ma purtroppo il rischio zero non esiste, l’incidente di ieri notte lo dimostra. In verità Regione Lombardia, che ringraziamo, si è dimostrata sensibile alla problematica, mettendo a disposizione un finanziamento al fine di acquistare un veicolo da soccorso speciale. Le procedure si sono avviate, ma chiediamo urgentemente di accelerare l’iter burocratico».
«Con l’occasione rilanciamo la proposta di creare presso la stazione ferroviaria di Luino (dove vi sono ampi spazi abbandonati, come le ex officine) un polo da soccorso ferroviario. In primis, luogo adatto dove collocare il mezzo bimodale ma non solo, si potrebbe rendere la struttura quale centro di formazione e addestramento sia per i vigili del fuoco che per tutte le altre componenti del soccorso: soccorso sanitario, protezione civile, croce rossa, ecc. In verità – continua la Segreteria FNS CISL dei Laghi – non chiediamo niente di più di quello che avviene a qualche chilometro da noi nella vicina Confederazione Elvetica, dove quanto sopra citato è la base e la normalità. Non riusciamo proprio a comprendere perché una linea di confine fa trattare la tematica della sicurezza della stessa tratta ferroviaria in un modo totalmente opposto».
«Inoltre come già segnalato anni fa, il personale del distaccamento di Luino necessita un incremento: facendo crescere la categoria della sede, ricordiamo che in caso di emergenza gli uomini di pronto impiego sono solo cinque, ed è per questo motivo che chiediamo almeno sette unità presenti. Resta poi il nodo da sciogliere inerente alla sede: per i lavori di quella nuova non se ne vede nemmeno l’ombra, potrebbe essere questa – concludono i rappresentanti della sigla sindacale – l’occasione per accentrare tutto presso un area della stazione ora dismessa? Si potrebbe riqualificare una zona che ora è in stato di abbandono?».
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