Varese | 5 Giugno 2023

Varese, i Carabinieri celebrano il 209esimo della Fondazione

Compiacimenti ufficiali, per l'attività di indagine in due rapine tra Luino e Fornasette, al comandante Cariola, al luogotenente Urciuoli, al maresciallo Cislaghi e al brigadiere capo Costa

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Come ogni 5 giugno, anche i Carabinieri del Comando Provinciale di Varese, agli ordini del colonnello Gianluca Piasentin, hanno celebrato la ricorrenza del 209° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri con una cerimonia militare tenutasi presso la sede del Comando Provinciale di via Aurelio Saffi, a Varese (cliccare qui per leggere il suo discorso integralmente).

La ricorrenza viene celebrata proprio in tale data, sebbene il Corpo dei Carabinieri Reali sia stato istituito da Vittorio Emanuele I di Savoia il 13 luglio 1814, poiché il 5 giugno del 1920 la bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, quale tributo per le gesta compiute da numerosi reparti nel corso della Prima Guerra Mondiale.

La cerimonia in armi, che è stata preceduta al mattino da un’altra cerimonia commemorativa con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti, ha visto lo schieramento di una rappresentanza dei carabinieri del Comando Provinciale di Varese che ha alle proprie dipendenze cinque Compagnie, una Tenenza e 38 Stazioni, nonché il Nucleo CC presso il CCR di Ispra.

Al cospetto delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia è stata schierata una rappresentanza, agli ordini del Comandante della Compagnia di Busto Arsizio, capitano Annamaria Putortì, composta da un plotone di militari in Grande Uniforme, un plotone di comandanti di Stazione e un blocco di specialità dell’Arma composto da equipaggi del Nucleo Radiomobile e dei motociclisti, da carabinieri di quartiere, del servizio navale, del Comando di PM di Solbiate Olona, del Gruppo CC Forestale e da militari dello Squadrone Carabinieri Cacciatori “Calabria”, che, come noto, sta operando da due mesi sul territorio provinciale in supporto all’Arma territoriale, unitamente agli altri tre Squadroni Cacciatori “Sardegna”, “Sicilia” e “Puglia”, nell’ambito dello spaccio di droga nei boschi.

Presenti anche gonfaloni e rappresentanti di Regione Lombardia, Provincia di Varese e dei Comuni sedi di Comando retto da Ufficiale, come Luino, e una folta rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Nel corso della manifestazione sono stati consegnati, come di consueto, alcuni riconoscimenti conferiti ai carabinieri del Comando Provinciale di Varese, distintisi in particolari operazioni di servizio, cliccando qui si possono leggere tutti.

Per la Compagnia di Luino compiacimenti concessi al Luogotenente Carica Speciale Marco Cariola, al Luogotenente Francesco Urciuoli, Maresciallo Ordinario Mattia Cislaghi e Brigadiere Capo Qualifica Speciale Francesco Costa.

Questa la motivazione: «Il Comandante e gli addetti al Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia distaccata, evidenziando straordinaria professionalità e non comune abnegazione, hanno partecipato ad attività investigativa a seguito di due rapine tra loro correlate, consumate ai danni di un supermercato (Lidl di Luino, ndr) e di un distributore di carburante (a Fornasette, ndr), quest’ultimo ubicato in territorio elvetico. L’indagine ha consentito di giungere, in tempi brevi, all’identificazione dei due autori, poi tratti in arresto su ordine dell’autorità giudiziaria, e al recupero di parte della refurtiva.

«In provincia di Varese questa festa assume un significato ancora più importante, se si pensa allo straordinario impegno dei nostri carabinieri nelle azioni di contrasto allo spaccio nei boschi da parte di una nuova quanto pericolosa criminalità organizzata extracomunitaria», commenta l’onorevole luinese Andrea Pellicini, assente perché impegnato in alcune votazioni alla Camera.

«In questo ultimo anno, l’Arma ha compiuto operazioni davvero difficilissime in zone impervie della nostra provincia, assicurando alla giustizia decine di criminali, spesso rincorrendoli per sentieri di montagna irti o scoscesi. I nostri carabinieri hanno fatto qualcosa in più del loro dovere e hanno sviluppato competenze che li avvicinano ai reparti speciali dei Cacciatori di Sardegna, di Sicilia, di Calabria e di Puglia, venuti a dar loro manforte in questo arduo compito. Il mio cuore è lì con loro e con il Comandante Provinciale Colonnello Gianluca Piasentin, il quale non può che essere orgoglioso dell’abnegazione e del senso dello Stato dimostrati dai suoi uomini», conclude.

La circostanza è propizia per tracciare un sintetico bilancio dell’operato dei Carabinieri del Comando Provinciale di Varese.

L’anno di attività dal 1 giugno 2022 al 31 maggio 2023 ha visto ancora una volta un consistente impiego di risorse, in termini di uomini e mezzi, da parte degli uomini e delle donne in forze all’Arma provinciale, sia nel settore della prevenzione dei reati in genere che in quello del contrasto agli stessi. Sul fronte delle risorse, l’anno in corso ha visto l’arrivo di 35 nuovi Carabinieri assegnati alle Stazioni della provincia, per il rafforzamento dei servizi di prevenzione e di repressione già attivi h24, 7 giorni su 7.

Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, i militari dell’Arma provinciale hanno garantito mediamente non meno di 100 servizi di prevenzione generale al giorno, sottoponendo a controllo circa 91.500 veicoli e identificando più di 142.000 persone.

A consuntivo dell’attività svolta, si riscontra come l’Arma abbia proceduto per circa l’87% dei reati denunciati/accertati in tutta la provincia. L’attività investigativa e di contrasto dell’Arma provinciale ha consentito di denunciare complessivamente 5.337 persone, 481 delle quali arrestate e 4.856 deferite in stato di libertà.

Nel periodo esaminato, il delitto che senza dubbio ha destato maggior clamore nell’opinione pubblica per la sua efferatezza è l’omicidio della 73enne Carmela Fabozzi, trovata riversa in una pozza di sangue dal figlio convivente, avvenuto a Malnate il 22 luglio scorso. Le indagini immediatamente avviate dal Nucleo Investigativo, coordinate dalla Procura di Varese, hanno poi consentito di individuare l’autore dell’omicidio, un 49enne del luogo, successivamente arrestato.

Non si può non ricordare anche il delitto di Daniele Morello avvenuto alcuni giorni dopo a Varese a opera di un cinquantenne varesino, il quale, dopo averlo ucciso con un colpo d’arma da fuoco, si era recato nella svizzera Stabio dove ha tentato di uccidere anche la ex compagna, che con Morello aveva intrapreso una nuova relazione sentimentale, per poi suicidarsi dopo il folle gesto.

Esaminando, poi, nel dettaglio le manifestazioni criminali maggiormente evidenziatisi in questi primi cinque mesi dell’anno sul territorio, si riscontrano due tipologie di reati che hanno assunto più spiccata rilevanza pubblica: ossia le truffe ai danni di persone anziane e lo spaccio di stupefacenti, in particolare il cosiddetto “spaccio nei boschi”, fenomeno che senza dubbio caratterizza da tempo questa provincia.

Per quanto riguarda le truffe e i furti perpetrati nei confronti degli anziani, il Comando Provinciale ha riposto particolare attenzione ai servizi di prossimità in favore di questa fascia di popolazione vulnerabile sviluppando attività sempre più rispondenti alle esigenze e alle necessità. Fornendo, ad esempio, assistenza anche a domicilio, come la ricezione di denunce laddove la vittima sia impossibilitata a raggiungere il presidio dell’Arma oppure tenendo incontri pubblici rivolti alla popolazione anziana, nel corso dei quali vengono abitualmente fornite informazioni idonee alla prevenzione. Di questi ultimi, nel primo semestre di quest’anno, ne sono stati effettuati 45, che hanno visto la partecipazione di più di 1.800 uditori.

Relativamente allo spaccio di stupefacenti, in particolare quello nei boschi che interessa anche l’alto Varesotto, consolidatosi nel tempo sul territorio e diventato una problematica a forte rilevanza sociale, dal momento che genera una spirale di delitti come reati predatori da parte di tossicodipendenti, reiterati casi di minacce ai cittadini e diffuso inquinamento ambientale, l’Arma provinciale è fortemente impegnata nell’azione di prevenzione e contrasto attraverso costanti servizi di controllo e mirate attività investigative.

Dallo scorso mese di aprile, proprio per sviluppare una più incisiva azione di contrasto al fenomeno, sono a disposizione del Comando Provinciale di Varese alcune aliquote di Squadroni Carabinieri Eliportati “Cacciatori” di Calabria, Sardegna, Sicilia e Puglia, che hanno offerto, sin dal loro arrivo, un importante supporto alle Stazioni e ai NORM in tale attività: in questi due mesi, infatti, nel corso dei servizi congiunti, sono state arrestate 14 persone e denunciate altre 13, smantellati ben 67 bivacchi costruiti dagli spacciatori nei boschi come riparo, sequestrati 2 kg circa di sostanze stupefacenti, 3 armi comuni da sparo, munizioni e armi bianche, nonché circa 30.000 euro di denaro contante.

Tale importante attività effettuata in sinergia con i carabinieri degli Squadroni va ovviamente ad affiancare la costante azione al riguardo già svolta quotidianamente e da tempo dalle varie articolazioni del Comando Provinciale, spesso supportate da personale dei carabinieri cinofili e del Gruppo CC Forestale. L’impegno costantemente profuso dai carabinieri delle Compagnie del territorio ha permesso infatti, solo dall’inizio dell’anno in corso, in autonomi servizi, di arrestare ulteriori 15 persone, smantellando un’altra decina di bivacchi e sequestrando altri 2 kg. circa di stupefacente di vario tipo, nonché armi da fuoco, machete, coltelli e denaro provento dell’attività di spaccio.

Tutti risultati sicuramente degni di nota, conseguiti tanto con costanti mirati servizi di prevenzione e contrasto, e con specifiche e più articolate attività investigative in materia.

Non devono, infine, essere tralasciati gli interventi in soccorso della cittadinanza, tra i quali figurano il salvataggio di una famiglia di Busto Arsizio, rimasta bloccata all’interno di un appartamento in un condominio nel quale era divampato un incendio, avvenuto lo scorso 20 maggio, e il salvataggio di una minore di Saronno che aveva inviato messaggi esprimendo degli intenti suicidi, ritrovata sopra alla balaustra di un cavalcavia e fatta desistere dal compiere il gesto grazie all’intervento del personale della locale Stazione.

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