Vergiate | 4 Giugno 2023

LA VARESE NASCOSTA. Il mistero del “disco volante” di Vergiate

Una vicenda avvenuta durante il regime fascista: il caso fu secretato dal governo e i resti del presunto incidente restarono per 12 anni nei capannoni della Siai-Marchetti

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(da La Varese Nascosta – www.varesenoi.it) Torna l’appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l’associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Oggi La Varese Nascosta ci racconta il mistero dell’Ufo a Vergiate e del Lago Maggiore.

13 giugno 1933, un velivolo non identificato si schianta nei pressi del Lago Maggiore; a Vergiate, nella nostra provincia, non distante dall’aeroporto di Malpensa, vengono rinvenuti non solo i rottami dell’«aeromobile» ma anche i corpi dei due piloti.

Del primo caso «ufologico» in Italia si sa poco perché il regime fascista secretò subito la vicenda – un dispaccio dell’agenzia Stefani di carattere «riservatissimo» lo testimonia -, di cui però continuò a occuparsi un ufficio, il Gabinetto RS/33, di cui faceva parte anche Guglielmo Marconi.

I resti dell’Ufo, che nei disegni dell’epoca veniva descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari».

Si capisce quindi perché Mussolini pensò che fossero piloti tedeschi, nonostante l’autorevole parere contrario dello stesso Marconi.

In ogni caso furono gli Alleati a prendere in custodia quelle casse, a guerra finita: negli Anni 50 il personale della US Air Force occupò gli stabilimenti per la manutenzione degli aerei militari e successivamente i resti vennero inviati negli Stati Uniti. Ad aggiungere ulteriore mistero, chi sapeva e poteva parlare non c’è più in quanto, stranamente, le tre persone che erano a conoscenza del trasporto di quelle casse negli Usa sono morte, due in incidenti di mare, una suicida».

Resta ancora molto da spiegare sul primo avvistamento di Ufo in Italia, ma gli esperti sembrano concordi nel sostenere che la zona tra Lago Maggiore e Ticino è tra quelle che registrano il maggior numero di segnalazioni di oggetti non identificati.

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