Varese | 5 Maggio 2023

“ProPla”: un progetto per eliminare le microplastiche dall’acqua guidato dall’Insubria

A coordinare il team di lavoro è il professor Loredano Pollegioni. Il progetto ha l’ambizioso obiettivo di convertire le microplastiche a base di Pet in amminoacidi

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Finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando 2022 “Economia Circolare: Promuovere ricerca per un futuro sostenibile” il progetto “ProPla” (Proteins from Plastics) si caratterizza per un approccio precompetitivo, multi e interdisciplinare avente l’obiettivo di convertire le microplastiche a base di Pet (polietilene tereftalato, la classica plastica delle bottiglie “monouso”) in amminoacidi.

Per raggiungere un risultato così ambizioso, il team (coordinato dal professor Loredano Pollegioni dell’Università dell’Insubria e che comprende ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, dell’Università di Milano Bicocca e dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del Cnr) utilizzerà competenze di sei diverse unità di ricerca attive nello studio dell’inquinamento da plastica, nell’ingegneria enzimatica, nella biologia dei sistemi e microbiologia, nell’entomologia, nell’economia e studio del ciclo di vita dei materiali.

Il progetto “ProPla” si focalizza sul recupero delle microplastiche (ovvero i frammenti di plastica nell’intervallo da 1 a < 1000 m, sia prodotte intenzionalmente che risultanti dall’erosione di plastiche più grandi) che possono causare effetti negativi sugli organismi e sugli ecosistemi, e sulla loro valorizzazione.

Infatti, sfruttando le potenzialità dell’ingegneria proteica e degli approcci di biologia dei sistemi, verrà generato un ceppo batterico in grado di convertire il microPET in amminoacidi (molecole biologiche cruciali per l’alimentazione e l’industria). Come approccio complementare, il microbiota intestinale delle larve di mosca soldato nera, insetti molto utilizzati nella bioconversione di scarti e rifiuti organici, sarà condizionato con il ceppo batterico ricombinante ingegnerizzato per migliorare la loro capacità intrinseca di (bio)trasformare il microPET e generare così valore dalla biomassa dell’insetto, ricca in proteine, lipidi e chitina.

L’approccio a doppio livello favorirà l’impatto di “ProPla” sulla riduzione degli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute pubblica generati da pratiche di smaltimento indiscriminate e inappropriate, trattamenti di scarsa efficacia e rilascio incontrollato del microPET: va sottolineato come recentemente le microplastiche siano state trovate nel sangue umano e sia stata dimostrata la loro pericolosità per le cellule umane.

Allo scopo di aumentare la percezione della società verso gli enormi vantaggi derivanti del passaggio a un’economia sostenibile e circolare per le materie plastiche, il progetto “ProPla” renderà i risultati disponibili al pubblico attraverso un dettagliato programma di divulgazione.

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