Ieri pomeriggio, a Clivio, una ventina di sindaci e amministratori della Comunità Montana del Piambello hanno partecipato alla celebrazione comunitaria della Festa della Liberazione.
L’occasione ha permesso a tutti di ricordare «l’impegno della nostra comunità che, guidata dal Maresciallo Cortile, da don Gilberto Pozzi e dalla signora Nella Molinari, portò in salvo oltre confine centinaia di ebrei».
E la comunità locale non ha potuto non provare grande gioia nel ricevere una lettera da parte della senatrice a vita Liliana Segre – di cui ha dato lettura il sindaco di Clivio Peppino Galli – che plaudeva all’iniziativa. Segre, poco distante dal Valico di Arzo, era infatti stata respinta alla dogana Svizzera, e poi arrestata e internata nel campo dì concentramento di Auschwitz insieme ai suoi famigliari.
Ecco le parole della senatrice Segre.
Saluto tutte le partecipanti e tutti i partecipanti alla commemorazione del 25 Aprile presso il Comune di Clivio, ma con la partecipazione di tutti i Comuni della Comunità del Piambello.
Durante il periodo più cruento della guerra nel nostro Paese questa zona, soggetta al regime terroristico della cosiddetta repubblica di Salò, vide molti significativi episodi di solidarietà e sostegno a favore di antifascisti, resistenti e cittadini ebrei che cercavano rifugio nella vicina Svizzera. Le comunità del territorio, le autorità civili, religiose e militari si impegnarono in un’opera di salvataggio, protezione e favoreggiamento all’espatrio davvero eroica e con grave rischio personale.
Io ricordo quel periodo. Ricordo quelle montagne e ricordo la disperazione che animava noi ebrei in fuga sempre con il terrore di essere scoperti, denunciati, costretti a ritornare indietro e gettati nelle mani dei carnefici nazifascisti.
Io e mio papà cercammo di valicare le montagne verso la Svizzera proprio attraverso il vostro territorio, nel Comune di Arzo. Per la parte italiana riuscimmo a passare, ma giunti in territorio svizzero le guardie di frontiera furono implacabili: “La barca è piena!” ci dissero e ci costrinsero a tornare indietro. Ci aspettavano la milizia fascista, il carcere di San Vittore, poi la deportazione ad Auschwitz.
Come ci ricordava sempre Primo Levi: “Ricordiamoci che questo è stato e può accadere di nuovo!”
Per questo è importante il vostro incontro del 25 Aprile, è importante diffondere conoscenza, testimonianza, memoria, nella società e soprattutto fra le ragazze e i ragazzi. Conoscere la storia locale, sostenerla con una forte visione nazionale e internazionale sono condizioni indispensabili per avere una società civile sempre più consapevole, solidale, democratica.
Purtroppo non potrò essere presente alla vostra giornata di commemorazione, ma auguro il miglior successo a tutte le iniziative in programma.
Di nuovo un caro saluto a tutte e tutti. Evviva sempre la Resistenza e la Costituzione!
Liliana Segre
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