«Oggi è il giorno delle nostre radici costitutive, fondato sul sacrificio di uomini e donne che non hanno accettato un brutale regime assoluto e non restarono ad osservare, ma si impegnarono con tutte le loro forze perché il proprio Paese e le proprie città fossero liberate dalla dittatura e restituite alla libertà e alla democrazia. Con il 25 Aprile si volle iniziare una nuova era nella quale giustizia, uguaglianza, libertà e diritti trovassero residenza nel documento dove tutti questi valori hanno costituito la più alta espressione: la nostra Costituzione».
Sono queste le parole con cui il sindaco di Luino Enrico Bianchi ha aperto il suo discorso al termine del tradizionale corteo cittadino svoltosi questa mattina in occasione della Festa della Liberazione.
Insieme al primo cittadino e a diversi componenti dell’amministrazione, hanno preso parte alla celebrazione anche sindaci e rappresentanti dei Comuni di Germignaga, Brezzo di Bedero, Dumenza, Porto Valtravaglia e Montegrino Valtravaglia.
Con loro, oltre alla Musica Cittadina “M° Pietro Bertani” – che il sindaco ha voluto ringraziare in maniera speciale ricordando la recente perdita, anche per la banda, di Mauro Piazza – hanno partecipato anche il prevosto, don Sergio Zambenetti, esponenti delle forze dell’ordine e membri delle associazioni d’arma, della Croce Rossa di Luino e Valli, dell’ANPI e dell’AVIS, oltre ad alcuni ospiti della Fondazione Monsignor Comi.
Dopo l’omaggio a Garibaldi, il corteo, popolato anche da molti cittadini, ha raggiunto piazza Risorgimento per rendere omaggio, come di consueto, a tutti i Caduti.
Ad aprire la serie di discorsi è stato il presidente della Fondazione Monsignor Comi, coordinatore della Comunità Operosa Alto Verbano e membro attivo del Tavolo per il Clima, Gianfranco Malagola: «Da quel lontano 1945 si è sognato un mondo senza guerre, ma per avere un mondo di pace occorre lavorare per rimuovere le cause che generano i conflitti», ovvero «la continua crescita dell’industria delle armi, gli squilibri tra i popoli che soffrono la fame e quelli che vivono nel benessere, i cambiamenti e la crisi climatica, che andranno a creare via via condizioni di vita sempre più impossibili per le giovani generazioni».
«Partendo dai valori di libertà e liberazione, democrazia e uguaglianza che il 25 aprile ci ha insegnato, – ha quindi rimarcato Malagola – dobbiamo impegnarci oggi più che mai per avere un mondo di pace e giustizia sociale e ambientale. I valori del 25 Aprile sono attuali e presenti nella nostra comunità ed esiste una profonda continuità con lo spirito del 25 Aprile che ci richiama all’unità per il bene comune e per la salvaguardia del nostro pianeta, che ci richiama alla liberazione dalle ingiustizie e dalle oppressioni e all’impegno di tutti per la democrazia e la libertà».
Anche il giovanissimo vicesindaco del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi Erion Xheta è intervenuto leggendo un breve testo scritto a più mani dai vari componenti dell’organismo eletto lo scorso autunno, con un auspicio forte e chiaro: «Vorremmo che ogni 25 Aprile sia una festa di colori per ricordare che abbiamo conquistato la libertà».
È stato poi il turno degli studenti della 5SIA (Sistemi informatici aziendali) dell’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volonté” che, insieme alla loro docente e vicesindaca Antonella Sonnessa, hanno scelto di valorizzare il contributo delle donne nella Resistenza e nella guerra di Liberazione con brani tratti dal volume “Donne varesine tra guerra e Resistenza” curato dall’Istituto varesino “Luigi Ambrosoli”.
A concludere gli interventi sono infine stati i due sindaci di Germignaga e Luino: «È sempre bello, è sempre importante scendere in piazza, in questa giornata così fondamentale per la nostra Repubblica – ha affermato il primo cittadino di Germignaga e vicepresidente della Comunità Montana Valli del Verbano Marco Fazio – Qualcuno potrebbe chiedersi se vi sia ancora la necessità di una manifestazione: la risposta non può che essere affermativa, anzi, trovo che oggi questa esigenza sia più forte. Il 25 Aprile non è un giorno di rifiuto di tutte le dittature. È evidente che tutti noi, che oggi siamo in piazza, condanniamo e combattiamo contro di esse. Ma oggi non è giorno in cui mescolare le carte».
È «fondamentale – ha ribadito Fazio – far viaggiare insieme memoria e storia, tanto più che questi sono tempi in cui circola aria di revisionismo, in cui anche figure in alti ruoli istituzionali propongono grottesche riletture, per cercare di far scomparire in un magma indistinto, in cui tutti sono vittime, o tutti carnefici, le precise responsabilità di un gruppo dirigente e di tanti singoli. Ma la storia non la si riscrive, i fatti non si cancellano, come anche le motivazioni che ad essi sottostanno. Alla nostra classe dirigente – ha concluso – chiediamo la massima chiarezza, su questi temi: e se qualcuno ha paura di dirsi antifascista, allora non si può non evidenziare che si sta ponendo al di fuori di quello che è per noi tutti, e ancor più per chi ha l’onore di rivestire cariche istituzionali, il solco entro cui muoverci: la nostra Costituzione».
«Non c’è democrazia senza umanità, non c’è libertà senza umanità», ha affermato da parte sua Bianchi, lanciando anche un appello alla partecipazione attiva della cittadinanza alla vita politica per evitare che «i comportamenti scorretti e illegali, le dichiarazioni false e arbitrarie, le idee ambigue di riconciliazioni che non evidenziano le differenze fondamentali dei valori in gioco» diventino «una consuetudine pericolosa».
«Il 25 Aprile ogni anno ci chiede di riprendere in mano la nostra storia e non gettare tutto ciò che è stato conquistato e tutto ciò che ha garantito la pace dal 1945. Il 25 Aprile ci chiede di cambiare: di scegliere se accettare un declino inarrestabile o prendere in mano il coraggio di infrangere questo declino e ritrovare la forza di decidere il nostro destino e comprendere il valore e la dignità che in Italia e nel mondo ogni uomo e ogni donna devono avere. Ci chiede anche di combattere l’indifferenza, il male più pericoloso di questi tempi. Il 25 Aprile – ha concluso il sindaco di Luino – è soprattutto una data di speranza e la sua memoria ci riporta con forza alla responsabilità di riaffermare che democrazia e verità sono i pilastri di una comunità libera e giusta».
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