«La piazza è sempre un segno simbolico per una città, ha un ruolo importante dal punto di vista urbanistico, ed è un luogo caratteristico. Piazza Libertà una volta era un parcheggio, è stata creata così come l’abbiamo vista in questi ultimi anni solo successivamente e mettere mano a questo spazio che è sempre stato discusso è una situazione impegnativa sia per gli aspetti progettuali sia per quelli relativi all’impatto estetico».
Così il sindaco di Luino Enrico Bianchi ha introdotto, ieri sera, la presentazione alla cittadinanza del progetto di riqualificazione di piazza Libertà, che farà seguito all’importante intervento di realizzazione della vasca di prima pioggia cantierato da Alfa Srl.
Dopo esser stato illustrato in Commissione Territorio circa un mese fa, infatti, il progetto preliminare è stato portato all’attenzione dei luinesi per aprire il confronto in modo particolare sugli ultimi due lotti – il primo dei tre, per il quale i lavori dovrebbero partire poco dopo la riconsegna del cantiere da parte di Alfa, è già “blindato” – e accogliere perplessità o suggerimenti sulle opere da realizzare.
Si tratta di una «progettazione che coinvolge tutta la città», ha ribadito il sindaco, che andrà a chiudere quello che è il cantiere più importante a livello provinciale della società che gestisce il servizio idrico integrato, al quale seguirà anche il potenziamento del depuratore esistente, sul quale verranno convogliate anche le acque di altri Comuni del territorio.
Il progetto di rifacimento della piazza è stato assegnato a uno studio di professionisti e, nello specifico, se ne sono occupati gli architetti Paolo Scapolo, presente all’incontro tenutosi al Verbania, Maurizio Salvato e Monica Castoldi.
«Inizialmente – ha aggiunto Bianchi – si pensava che le tanto discusse colonne potessero essere conservate. Dovendo spostare la vasca all’interno della piazza per evitare di occupare una corsia della statale e creare grandi problemi al traffico, abbiamo dovuto rimettere mano al progetto: il che ha comportato la rimozione del rivestimento della piazza e delle colonne. Queste non potranno essere riposizionate per questioni strutturali, ma stiamo prendendo in considerazione varie idee su cosa farne».
«Ciò che a noi preme – ha ribadito da parte sua l’assessora Francesca Porfiri – è riconsegnare la piazza ai cittadini nel più breve tempo possibile. A giugno Alfa dovrebbe consegnarci il cantiere e saremo così in grado di cominciare i lavori necessari a riaprire la piazza, quelli relativi alla pavimentazione e all’illuminazione. Un progetto che completeremo con altri due lotti successivi (sui quali rimarrà aperto il dibattito) e grazie anche a un’opportunità in più: un finanziamento che ci consentirà di poterlo costruire in maniera più incisiva».
Si tratta di un finanziamento a fondo perduto da 240mila euro, come ha spiegato brevemente l’assessora Serena Botta, ottenuto insieme a Confcommercio Ascom e ai Comuni di Maccagno e Tronzano, all’interno del Distretto del Commercio, con cui si potranno coprire alcuni costi e fare interventi mirati sulla promozione turistica dell’area come la posa di totem informativi, colonnine di ricarica per e-bike e la riqualificazione dello stabile adiacente all’Imbarcadero.
Desiderata e vincoli
Ma quali sono i punti da cui amministrazione e architetti sono partiti per dare un volto nuovo a piazza Libertà? Intanto quello di offrire a luinesi e turisti un luogo di incontro e non un “museo”, proprio a partire dal fatto che molti cittadini l’hanno sempre vista come area difficile di cui usufruire: «Vorremmo restituire uno spazio che possa essere utilizzato da tutti e in cui tutti possano sentirsi al posto giusto. Uno spazio pubblico accogliente per tutti, multifunzionale, pensato per ospitare eventi e manifestazioni di vario genere come il mercato agricolo», ha chiosato Porfiri.
Il tutto con una forte attenzione al recupero, il più possibile, dei materiali esistenti, non solo per ragioni economiche ma anche per questioni ambientali, e al tema dell’ombreggiatura spesso sollevato, negli anni, da tantissimi cittadini. Senza tralasciare la sinergia con i commercianti della zona, che potranno utilizzare la piazza anche come occasione di sviluppo per le rispettive attività, ad esempio con piccoli corner o dehors. E poi l’idea di spostare l’edicola nello stabile accanto all’Imbarcadero, che verrà appunto riqualificato, anche per fornire un primo e ancor più immediato approccio al turista che approda sulla sponda luinese.
La linea da seguire rimane quella della continuità stilistica con il lungolago già oggetto di interventi di rinnovamento negli anni scorsi, pur ragionando sull’opportunità di offrire spazi per la sosta dei cittadini e sui limiti della piazza, proprio perché il contesto ha delle quinte importanti come la strada, i palazzi storici, l’hotel Ancora e il lago.
Senza contare i vincoli, anch’essi estremamente importanti, dovuti alla presenza della vasca di prima pioggia, che rende impossibile la piantumazione di alberi e limita l’ancoraggio delle strutture di elevazione. Ma si parla anche di vincoli amministrativi, ambientali, panoramici e del confronto con gli edifici storici che si affacciano sull’area, oltre che del budget a disposizione.
Primo lotto
A illustrare il primo lotto di interventi, che verrà appaltato non appena Alfa consegnerà il cantiere, è stato l’architetto Paolo Scapolo, ribadendo la storicità della piazza come spazio che è sempre stato aperto e dotato di una sua riconoscibilità, anche secoli fa, e legato in maniera indissolubile al centro storico della cittadina lacustre.
L’idea, dunque, è quella di costruire, a livello di pavimentazione, una sorta di “tappeto” che delimiti la conclusione della passeggiata del lungolago e che arrivi fino ai margini di via Piero Chiara, tenendo presente la necessità di inserire alcuni percorsi carrai per consentire il passaggio di mezzi di portata non troppo elevata in caso di emergenza o di interventi manutentivi sulla vasca.
Per far ciò verrà riutilizzata la pietra che rivestiva la piazza precedente, asportata prima dell’inizio del cantiere, che verrà riposizionata in grossi riquadri di cinque metri per lato intervallati da un materiale composito in resina con capacità drenanti, elastiche e in qualche modo “fresche”, con cui cercare di compensare il calore che sale dalla pietra. Specialmente in estate.
Il primo elemento di arredo che verrà inserito sarà una sorta di panca-fioriera rivolta verso la piazza, con elementi verdi e sedute che richiamano quelle già esistenti sul lungolago, con un’ampia visione sull’area e spazi più intimi con piccoli “salottini”, attrezzate con postazioni di ricarica per telefoni o pc.
La continuità con le strutture già presenti sulla passeggiata verrà ripresa anche dal punto di vista dell’illuminazione con pali a L rovesciata che andranno a racchiudere, anche visivamente, lo spazio.
Secondo e terzo lotto
Due, invece, i nuovi elementi che potrebbero rientrare nei lotti successivi del progetto, ovvero una struttura verticale tipo un segnavento, con delle forme particolari che richiamino magari l’ambiente lacustre, e delle strutture che possano rispondere alla richiesta di ombra come la pensilina inserita nel progetto preliminare, con la quale creare un altro spazio vivibile dalla cittadinanza – più ombreggiato, appunto – e sfruttare l’integrazione di celle fotovoltaiche per rendere la piazza auto-sostenibile dal punto di vista energetico.
Sarà poi l’architetto Stefano Santambrogio a studiare la riqualificazione del fabbricato che oggi ospita l’edicola, che verrà valorizzato aprendolo completamente e rendendolo una sorta di “portale” che dia spazio a quella parte legata più strettamente al Distretto del Commercio, quindi gli aspetti turistici e di promozione della città.
Confronto
Prima dell’incontro avvenuto ieri sera, l’amministrazione, oltre che con i commercianti, si è interfacciata con gli studenti dell’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volonté”, per avere un riscontro sull’intervento anche da parte dei giovani: da loro è giunta una richiesta tutto sommato particolare, ovvero quella di far capire cosa c’è oltre la piazza, offrire un’apertura verso il proseguimento degli spazi, all’interno della città.
A intervenire, invece, durante la fase di confronto aperta successivamente alla presentazione del progetto, è stato anche l’ex sindaco di Luino e attuale deputato Andrea Pellicini, che ha voluto chiarire un punto sulle tempistiche di consegna dei progetti da parte di Alfa, ribadendo la richiesta inoltrata nel 2019, alla ricezione dello studio di fattibilità, di rispettare i lavori di arredo urbano effettuati in quegli anni. Quando poi all’amministrazione Bianchi, nel marzo 2021, è stato consegnato il progetto con tutto già portato avanti, «non era facile tornare indietro, lo capiamo».
Nel complesso, comunque, anche l’ex primo cittadino ha espresso apprezzamento per il primo lotto di intervento e per la riqualificazione dell’edicola, sottolineando qualche dettaglio sul quale ha riscontrato più perplessità, in particolare sulla panchina-fioriera, che potrebbe creare più impatto visivo rispetto all’aiuola posizionata in precedenza, e sull’illuminazione che appare «non troppo completa, a spot».
No perentorio, invece, non solo da parte del deputato ma anche di altri cittadini presenti alla serata, per la pensilina, ritenuta «impattante» ed elemento «discordante e confusionario» se accostato all’edificio dell’attuale edicola. Troppo “riempitiva”, anche, per alcuni luinesi che hanno richiamato le immagini d’epoca mostrate all’inizio della presentazione nelle quali appariva, appunto, una piazza ampia e libera da sovrastrutture.
A evidenziare questo aspetto è stato anche il consigliere comunale Franco Compagnoni: «Vedere la piazza libera coincide con il nome stesso di piazza Libertà», ha affermato il capogruppo di “Sogno di Frontiera”, ribadendo la sua richiesta di attenzione sul funzionamento della vasca sottostante, con l’auspicio che non vada a impattare dal punto di vista visivo e organolettico sulla vivibilità dell’area.
Se, per quanto riguarda gli odori, la garanzia delle tecnologie utilizzate, anche in altri Comuni, è pressoché unanime, sull’invasività visiva di alcune strumentazioni sono in corso delle interlocuzioni con Alfa, specialmente per il posizionamento dei contatori, che potrebbero essere mascherati accanto all’edificio dell’edicola in modo tale da riuscire a mimetizzarli il più possibile.
Alcune perplessità, infine, sono state sollevate sia sull’ipotesi di posizionare tavolini e ombrelloni per i bar che potrebbero decidere di utilizzare la piazza per accogliere i propri avventori – con il suggerimento di renderla fruibile in tal senso magari solo in orario serale, evitando così la necessità di coperture ombreggianti – sia sull’opportunità, sollevata dall’ex assessore Dario Sgarbi, di sfruttare l’occasione per trovare una soluzione al problema di deposito dei rifiuti da parte delle attività commerciali che insistono sull’area, magari realizzando uno spazio sotterraneo in cui conferirli in modo che non siano visibili. Un’idea alla quale, ha ammesso Porfiri, si è già pensato, ma che, ha affermato, comporterebbe ulteriori costi notevoli e risulterebbe complessa dal punto di vista del controllo del corretto utilizzo.
In conclusione, come ha ribadito l’architetto Scapolo, l’intenzione primaria di tutto quanto verrà messo in campo e che sarà oggetto di confronto con i cittadini, è che la piazza debba essere un luogo da vivere pienamente.
Per raccogliere suggerimenti, critiche e idee ulteriori, anche da parte di chi non ha partecipato alla serata di ieri, al Verbania è disponibile un cartellone dove apporre dei post-it sui quali poter esprimere la propria opinione sul progetto.
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