Torna domani, domenica 26 marzo, il tradizionale appuntamento con la “Festa di Primavera” al Santuario di Moscia, sulla strada che collega le due frazioni maccagnesi di Campagnano e Garabiolo, dove alle ore 9.45 sarà celebrata una messa in una delle rare occasioni durante l’anno in cui la chiesa è aperta al pubblico.
Si tratta, come spiega l’amministrazione attraverso la pagina Facebook di Impegno Civico, dell’edificio sacro più antico della zona che, fino al 1559, anno in cui venne costruita la chiesa di San Martino, fece da parrocchiale di Campagnano.
Retto per molti anni dai canonici di Cannobio, l’oratorio dell’Addolorata di Moscia – nota anche come “La Pietosa” – vede, tra le sue caratteristiche distintive, un affresco della Vergine in pianto voluto da don Domenico Baroggi nel 1709 e un altro opera di Guglielmo da Montegrino, che raffigura la Pietà ed è datato al terzo decennio del Cinquecento. Quest’ultimo si trova sul retro dell’altare, in quella che allora rappresentava la facciata della chiesa per chi veniva da Garabiolo: costato già mille franchi dell’epoca, impegnò l’artista che lo realizzò per oltre dieci anni.
All’interno il santuario è impreziosito anche da una serie di dipinti di Angelo Cantù, milanese d’origine ma colmegnino d’adozione, le cui opere risalgono al 1910, quando si celebrarono i duecento anni della posa dell’affresco dedicato alla Madonna.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0