Il piccolo museo “Ricordi di un tempo” di Porto Ceresio riaprirà presto i battenti. All’appello lanciato dal Comune per poter riaprire lo spazio dedicato agli oggetti del passato, legati alla storia del borgo, i cittadini hanno risposto con entusiasmo. E il volontariato ha mostrato ancora una volta il suo lato più bello.
Servivano persona disposte a dedicare una parte del proprio tempo libero allo spazio voluto e fondato da Salvatore Ferrara, scomparso all’età di settantasette anni lo scorso febbraio, dopo essere stato a lungo un punto di riferimento per l’attività culturale di Porto Ceresio. E i futuri addetti alla gestione del museo, situato nei locali dell’ex caserma di via Mazzini, sono già stati individuati, pochi giorni dopo l’appello pubblicato via social.
«Chi vuole aggiungersi e partecipare a sua volta è il benvenuto – specifica però il sindaco di Porto Ceresio, Marco Prestifilippo – A breve daremo tutte le comunicazioni sulla riapertura del museo, che sarà a disposizione del pubblico il sabato pomeriggio».
Il museo, chiuso da alcuni mesi, ospita materiale d’epoca di vario tipo, riguardante la storia locale. Tra fotografie, cartoline e immagini religiose, spiccano i cimeli della cantante Meme Bianchi, nata a Porto Ceresio nel 1907 e diventata in seguito, tra gli anni trenta e cinquanta del secolo scorso, un’icona della musica leggera, in Italia e all’estero. Tra i materiali raccolti e custoditi con cura e passione da Ferrara, anche oggetti che rimandano al legame con il lago e al periodo del contrabbando.
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