Alto Varesotto | 9 Marzo 2023

Siccità, alto Varesotto: «Se non piove, i problemi saranno gravi»

La situazione generale, per ora, è ancora tranquilla, ma in alcuni paesi come Cittiglio e Cunardo le difficoltà si fanno già sentire. Occhi puntati sull’estate e appelli al buonsenso

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A differenza della primavera ormai alle porte, l’estate non è ancora in vista. Ma la crisi idrica è un problema tuttora ben presente: dopo i problemi dello scorso anno, si guarda già alle possibili conseguenze sull’approvvigionamento dell’acqua, sia per il consumo privato che per quello legato all’agricoltura, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno.

Numerosi i confronti che si stanno svolgendo in queste settimane fra gli enti preposti, tra cui anche Governo e Regioni, per cercare di capire quali azioni mettere in campo al fine di gestire al meglio la disponibilità di una risorsa che si fa via via sempre più preziosa.

Ma anche le società che si occupano del servizio idrico all’interno dei singoli territori, come ha fatto LeReti qualche settimana fa, hanno iniziato a pre-allertare i Comuni sull’eventualità che si inizino a verificare disservizi a breve o medio termine, specialmente nelle zone che si alimentano tramite fonti superficiali o negli abitati siti ad alte quote.

Fra i paesi dell’alto Varesotto che rientrano sotto la gestione di LeReti la situazione attuale connessa alla siccità risulta estremamente variegata. Non vengono segnalati particolari disagi, ma almeno in due paesi come Cunardo e Cittiglio i sindaci parlano di condizioni non buone.

«Siamo costantemente in crisi idrica – afferma la prima cittadina cittigliese Rossella Magnani – e abbiamo ancora in vigore l’ordinanza dell’estate scorsa che limita l’utilizzo dell’acqua per lavare le auto o irrigare giardini e orti, ad esempio. Quello che chiediamo ai nostri concittadini è di iniziare a regolare anche il flusso d’acqua che si utilizza in casa, a risparmiarla il più possibile anche nelle piccole cose e a non sprecarla, perché se continua così, per l’estate dovremo prendere misure più drastiche».

«Per il momento stiamo gestendo la situazione anche intervenendo su alcune perdite, come a Vararo, che rappresentano la maggior causa di perdita di acqua sul territorio. Ci auguriamo che arrivi una pioggia in grado di riempire i pozzi e colmare un po’ il deficit lasciato dall’estate scorsa, ma le notizie finora non sono rosee neanche da questo punto di vista. Tutto dipende da come andranno i prossimi mesi – conclude Magnani – Ma dobbiamo pensare al futuro e ci stiamo già informando su come gestire una possibile crisi idrica estiva. Le prime zone a risentirne potrebbero essere quelle di Vararo, Pozzit e le parti alte di Casere».

Sulla stessa linea si pone la sindaca Pinuccia Mandelli, che invita le famiglie cunardesi a fare «un uso attento e responsabile dell’acqua, evitando di lavare le auto o i cortili. In questo momento – spiega – ci troviamo in una condizione analoga a quella dell’estate scorsa, con i livelli dei bacini piuttosto bassi. E tutto questo senza i consueti consumi estivi. Se non pioverà tra marzo e aprile i problemi saranno gravi».

Nel frattempo i tecnici di LeReti stanno intervenendo anche a Cunardo con vari cantieri aperti, per individuare perdite e uniformare la rete attraverso l’uso di valvole che regolamentino la pressione dell’acqua. E oltre a ciò, dallo scorso settembre, il paese sta partecipando a una campagna sperimentale della società che prevede l’installazione di contatori a lettura informatizzata che consentiranno di individuare eventuali perdite o, questo è attualmente in fase di valutazione, anche consumi “impropri” da parte dei cittadini. In ogni caso, quello su cui Mandelli punta di più è l’appello al buonsenso, «perché non c’è sanzione che ripaghi la mancanza di acqua. Abbiamo poco tempo».

In altre località come Luino, Germignaga, Brezzo di Bedero o Sangiano, invece, l’attenzione è sì alta anche in virtù delle frequenti interlocuzioni con la società in base alle quali si potranno prendere o meno delle decisioni in merito, ma in questo momento non si riscontrano particolari criticità.

Più complessa, ma ancora non difficile, la situazione a Maccagno con Pino e Veddasca, Comune caratterizzato da una morfologia territoriale estremamente variegata.

«A Maccagno, Zenna e Pino non abbiamo grandi difficoltà, anche perché ci sono i pozzi artesiani che pescano in profondità – spiega il sindaco Fabio Passera – Le preoccupazioni arrivano “dall’alto”, con l’acqua che proviene dalle sorgenti, e interessano il versante più a Nord Est, con Biegno, Cangili, Monterecchio e una parte della Forcora. Per il resto la situazione è meno complicata perché abbiamo anche l’acqua che captiamo grazie a un accordo con la Svizzera. Certo adesso in valle c’è poca gente, – conclude il primo cittadino – ma il problema si porrà soprattutto da Pasqua in avanti e con l’estate. Siamo facili profeti nell’immaginarci che, con l’inizio della bella stagione, torneranno le restrizioni».

A riassumere con poche ma puntuali parole l’auspicio di numerosi sindaci e cittadini preoccupati dell’evolversi della crisi idrica e delle possibili conseguenze è proprio lo stesso Passera: «Dovrebbe piovere tanto, ma questo, a oggi è solo una speranza. Niente di più».

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