«Una copertura sulla piazza significa inserire un elemento di disturbo», «il risultato sarebbe un’accozzaglia di elementi diversi tra loro che renderebbero la piazza più disordinata ed incomprensibile», «timori sull’odore che potrebbero fuoriuscire dai miasmi della vasca di prima pioggia» e, infine, «i lampioni “storici” che dovrebbero sostituire quelli previsti, a forma di “L”, dando un senso di conclusione alla passeggiata”.
Queste alcune delle considerazioni espresse dai consiglieri di minoranza durante la seduta di Commissione Territorio di Luino, presieduta dal presidente Giuseppe Cutrì, riguardante il progetto preliminare per la nuova piazza Libertà, presentato venerdì mattina.
Oltre all’assessore alle Opere Pubbliche, Francesca Porfiri, e agli architetti Paolo Scapolo e Maurizio Salvato, infatti, vi erano anche i consiglieri Franco Compagnoni (“Sogno di Frontiera”) e Furio Artoni (“Azione civica per Luino e frazioni)”, seduti sui banchi dell’opposizione. Presenti anche il sindaco Enrico Bianchi, l’architetto comunale Francesca Contini, l’assessore Elena Brocchieri, il consigliere Libero Tatti e la segretaria comunale, la dottoressa Amato.
Il consigliere Andrea Pellicini, assente alla seduta, ha inviato un intervento all’amministrazione, affermando di non condividere l’idea di realizzare pensiline in piazza Libertà. «Ho avuto modo di vedere i disegni del progetto preliminare e non condivido affatto la realizzazione di una copertura sulla piazza. Negli anni delle mie amministrazioni abbiamo sempre cercato di togliere elementi dal lungolago al fine di rendere protagonista il lago e il paesaggio».
«Non solo siamo riusciti ad abbattere il cosiddetto “muro di Luino” – ha continuato Pellicini nel suo scritto -, dando così risposta a ben 4.000 firme di cittadini e turisti che non condividevano quella struttura per sensibilità ambientale, ma
abbiamo anche liberato e riqualificato l’area tra il palazzo Verbania e piazza Libertà, “scoprendo” uno scenario unico, chiuso in precedenza da macchine, muretti e recinzioni. Questa filosofia, apprezzata da tutti, non può oggi venire messa in discussione».
«Realizzare una copertura sulla piazza significa inserire un elemento di disturbo, tra l’altro accanto al manufatto in cemento dell’edicola – ha proseguito ancora l’ex sindaco -. Il risultato sarebbe un’accozzaglia di elementi diversi tra loro che
renderebbero la piazza più disordinata e incomprensibile. Non si realizzi poi questa copertura per la vendita del formaggio e dei salumi locali. A nessuno verrebbe mai in mente di costruire una copertura sulla piazza Unità d’Italia di Trieste, aperta verso il mare, per vendere i prodotti friulani o giuliani. Ci sono luoghi più adatti per promuovere i prodotti del territorio. Ho molta stima nei confronti dei progettisti e mi auguro che si eviti questa forzatura comunque impattante. Dopo le Colonne Cinesi, l’edicola in cemento e l’Arco della Pace di Piazza Piave a Voldomino dell’era Tosi, non si ricada oggi in questi errori».
A queste critiche, espresse dall’ex sindaco, si aggiungono anche le perplessità di Franco Compagnoni, capogruppo di “Sogno di Frontiera”, relative ai possibili odori che potrebbero sentirsi provenire dalla vasca di prima pioggia, così come è stato richiesto di inserire “vie di uscita” dalla piazza senza dover necessariamente attraversarla in lungo e in largo.
Infine, gli ultimi dubbi sono stati riferiti da parte del consigliere Furio Artoni, capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, che oltre al fatto di aver apprezzato la decisione di utilizzare i locali dell’imbarcadero, da anni vuoti, per posizionare l’edicola, non ha gradito la decisione di installare i nuovi lampioni a “L”, presenti anche nei tratti nuovi di lungolago.
«Si potrebbero utilizzare gli stessi lampioni “storici”, come quelli della rotonda del Marinaio, dando un senso di apertura e chiusura della passeggiata – conclude Artoni -, le luci che avete previsto, invece, a mio sono troppo fredde. Allo stesso modo, infine, è importante non inibire la vista lago per coloro che attraversano via Piero Chiara».
Il prossimo appuntamento per il futuro di piazza Libertà è ad inizio aprile, quando l’amministrazione incontrerà per la prima volta la cittadinanza in un incontro a Palazzo Verbania.
© Riproduzione riservata








Vuoi lasciare un commento? | 0