Germignaga | 3 Marzo 2023

Germignaga, alla foce del Tresa una natura da conoscere e rispettare

Inaugurata oggi l’installazione al Boschetto, in cui informazione e arte si uniscono con l’obiettivo di sensibilizzare giovani e adulti alla tutela di un habitat fondamentale per tanti animali

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Centinaia di ali bianche si sollevano in lontananza mentre su un isolotto che affiora sulla superficie del lago spicca il nero del piumaggio dei cormorani: la foce del Tresa, a Germignaga, è intensamente popolata e ha ampiamente dimostrato anche questa mattina la sua caratteristica di essere un habitat cruciale per moltissimi volatili, sia autoctoni sia di passaggio.

Ma, se non fosse sufficiente lo sguardo che, dalla riva, si spinge verso il letto del fiume per osservare da lontano chi, tra loro, vola o si dondola mollemente sull’acqua, basta volgersi verso la nuova installazione che campeggia sul prato del parco Boschetto per scoprire qualche curiosità in più.

Non si tratta di una pura serie di pannelli didattici e informativi, ma di una vera e propria opera d’arte realizzata in acciaio corten da Lorenzo Martinoli sulla quale, oltre agli indispensabili cenni naturalistici, risaltano i profili di numerose specie volatili e ittiche che frequentano le acque del Verbano e del Tresa, una delle aree di sosta preferite da molti esemplari che migrano, in primavera o in autunno, fra Africa ed Europa.

E proprio l’aspetto degli uccelli migratori, in particolare, ha fatto sì che l’amministrazione comunale di Germignaga, insieme alla Comunità Montana Valli del Verbano e altre realtà come Fondazione Cariplo, Parco Campo dei Fiori e Lipu, scegliesse di puntare sulla valorizzazione naturalistica di questa parte di territorio all’interno del progetto “Corridoi Insubrici”.

L’obiettivo della nuova struttura posta al Boschetto è quindi quello di «far conoscere sempre di più l’area della foce del Tresa – ha affermato il sindaco Marco FazioUn’area che, è vero, in tanti conoscono perché si viene spesso qui, ma non tutti sanno che è importantissima per il territorio proprio perché tantissimi uccelli fanno sosta qui nel loro percorso».

Per questo, rivolgendosi agli studenti delle classi 3A, B e C della secondaria di primo grado del plesso germignaghese dell’Istituto Comprensivo presenti all’inaugurazione che si è tenuta intorno a mezzogiorno, il primo cittadino – seguito in questo dal presidente dell’ente montano Simone Castoldi – ha voluto sottolineare l’importante apporto che i giovani possono dare, sensibilizzando sia gli amici sia i propri familiari, al rispetto di questa parte di territorio.

Una tutela che si declina in due modi diversi, ma in qualche modo complementari. Specialmente in estate, come è noto, per molte persone la foce del Tresa diventa una spiaggia, ma cartelli e continui richiami al non recarvisi per prendere il sole o per fare il bagno nel lago non sono stati sufficienti a evitare tragedie come quella dell’agosto 2020, quando ad annegare fu una dodicenne egiziana. Ecco perché il sindaco ha voluto ribadire ancora una volta la pericolosità dell’area, da non considerare assolutamente come un lido. Fattore al quale si abbina, poi, l’aspetto naturalistico dell’avifauna, sulla quale la presenza dell’uomo può avere un impatto estremamente disturbante: niente passeggiate, specialmente con i cani, e attenzione anche per chi pratica kitesurf sulle acque antistanti alla foce.

La conoscenza, dunque, e i conseguenti comportamenti che ciascuno può adottare, sono importantissimi per la protezione di habitat come questi, e lo ha ben chiarito anche il naturalista Federico Pianezza, che si è occupato di questo e altri progetti di tutela del territorio – come il recupero di pascoli di montagna o quello delle selve castanili nel Parco Campo dei Fiori – per conto della Comunità Montana. Fra questi c’è anche il progetto “Bosco Clima”, che ha l’intento di difendere e valorizzare il verde boschivo e prevenire le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Quest’ultimo, in particolare, è un tema che, oltre che su chi il territorio lo vive ogni giorno, può avere ripercussioni anche sul turismo: «Nei prossimi anni, ad esempio – ha spiegato Pianezza – si prevede un aumento delle fioriture algali e dei cianobatteri tossici che potrebbero creare danno alla nostra risorsa turistica principale, ovvero il lago: un bene, quindi, che dobbiamo preservare il più possibile».

La giornata germignaghese dedicata all’avifauna si concluderà questa sera con la presentazione, in programma alle 21.00 presso l’ex Colonia Elioterapica, del quarto quaderno del Gruppo Insubrico di Ornitologia dedicato proprio agli uccelli del lago Maggiore: un’ampia panoramica, con una raccolta decennale di dati, sugli esemplari presenti sulle sponde lombarda, svizzera e piemontese del Verbano e sulle otto aree più importanti in tal senso tra cui, appunto, il Tresa.

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