Dal 2020 a oggi, complici i danni causati dagli episodi di maltempo sempre più intensi – una delle tante conseguenze della crisi climatica – Lavena Ponte Tresa, come molti altri paesi dell’alto Varesotto, continua a mantenere alta l’attenzione sul tema della prevenzione del dissesto idrogeologico.
E lo fa attraverso diversi interventi sul reticolo idrico che, nel corso di questi tre anni, hanno puntato e puntano verso l’obiettivo di rendere più sicure in particolare le aree del paese già interessate da alluvioni e frane e quelle che risultano più a rischio.
Fra essi vi sono quello già terminato in via Tarca, da 230mila euro, dove si è provveduto a regimentare le acque del torrente Bovo (nell’immagine di copertina) per preservare così il complesso di case popolari lì presente, e quello di via delle Camelie alta, dove nell’ultima traversa è stato realizzato un rain garden del valore di 100mila euro, ovvero un’area in grado di raccogliere e filtrare le acque meteoriche, specialmente in caso di piogge intense.
A questi si aggiungerà poi anche un canale a cielo aperto, il cui progetto è stato approvato proprio in questi giorni, che dovrà raccogliere le acque che confluiscono dalla montagna nei riali, in parte interrati, coinvolti da quell’alluvione del giugno 2020 che aveva causato ingenti danni a diverse abitazioni di via Pianazzo, via delle Camelie, via Prada, via Taiana e piazza Diaz: un intervento da 500mila euro che servirà a mettere in sicurezza una gran parte dell’abitato di Lavena facendo sì che le acque vengano convogliate nell’omonimo torrente e, di lì, fino al Ceresio.
Anche in questo caso i fondi, come per via Tarca, sono stati erogati da Regione Lombardia e, afferma il sindaco Massimo Mastromarino, si tratta di «un’opera molto importante perché mette in sicurezza quella parte del paese che aveva subito i danni maggiori nel 2020 e anche negli anni successivi. È il frutto di un’azione che parte da lontano, perché da quel momento in poi ci siamo mossi a 360 gradi in questo senso».
Gli step successivi per attuare il progetto saranno la conferenza dei servizi, prevista in primavera, poi la progettazione esecutiva e l’indizione della gara per affidare i lavori. Lavori che, se tutte le tempistiche riusciranno a essere rispettate, dovrebbero essere avviati nel 2024.
Ma non finirà qui: «A breve – anticipa il primo cittadino – metteremo in campo un altro intervento, questa volta con fondi propri, su quello che è un altro punto critico del paese, ovvero via Nolina». Un’ulteriore opera da ben 300mila euro che porta il valore dei lavori di difesa del suolo già effettuati e di quelli di prossima esecuzione ben oltre la cifra complessiva del milione di euro.
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