Quello del lavoro, nelle zone di frontiera, è da sempre uno dei temi più discussi, ma che ancora non ha trovato una strada da percorrere per permettere alle imprese del territorio di avere incentivi e agevolazioni in modo da rendersi competitive agli occhi delle migliaia di frontalieri che quotidianamente varcano il confine per andare a lavorare in Ticino, dove gli stipendi, a parità di mestiere, sono più redditizi.
E questo è uno dei capisaldi e una delle priorità del programma elettorale dell’imprenditore luinese Stefano Sist, candidato consigliere regionale tra le fila di “Azione – Italia Viva”, che sostiene Letizia Moratti presidente, che in queste settimane di campagna elettorale ha incontrato cittadini, associazioni, comunità e anche tante imprenditori, che hanno evidenziato i problemi che sono costretti ad affrontare ogni giorno.
«Una delle difficoltà che ho riscontrato in questi giorni, incontrando il mondo dell’impresa, è la crescente difficoltà nel trattenere il personale qualificato e sostituirlo con nuove persone – spiega l’imprenditore luinese Stefano Sist -. Il nuovo accordo tra Italia e Svizzera, che entrerà in vigore nel 2024, in parte andrà a risolvere questo problema, ma il prossimo anno sarà difficile, sono previste ventimila nuove assunzioni da parte della Svizzera, quindi questa criticità sarà solo ben più alto».
Una proposta per rimediare a questo problema? «Sì, ci potrebbe essere un’immediata soluzione: sulla scorta della legge 28/99, che ha introdotto lo “Sconto Benzina”, per la fascia di confine, utilizzando lo stesso schema legislativo è possibile mettere da subito mettere a disposizione dei meccanismi di welfare che aiutino le persone che lavorano e che vivono in quest’area di confine, a rimanerci. Sono 238 i Comuni che confinano con la frontiera svizzera, per i cittadini di questi paesi sarebbe un grandissimo aiuto».
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