Italia | 28 Gennaio 2023

Maturità 2023, ecco le materie della seconda prova: Latino al classico e Matematica allo scientifico

Pubblicate dal Ministero le discipline dei vari indirizzi di studio, consultabili su un apposito portale, con l’Esame di Stato che torna allo schema pre-pandemia. Critiche dall’Unione degli Studenti

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Dopo che negli ultimi tre anni scolastici l’esame di maturità ha subito rilevanti modifiche per via dell’emergenza pandemica, quest’anno torna a svolgersi secondo la struttura tradizionale.

Si inizierà mercoledì 21 giugno con la prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, per proseguire con la seconda prova scritta relativa alle discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio. Infine il colloquio che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale degli studenti, durante il quale i candidati esporranno anche le esperienze svolte nell’ambito dei PCTO e quelle acquisite nell’ambito dell’educazione civica.

È prevista anche una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena e bilingui sloveno/italiano del Friuli-Venezia Giulia).

Le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, tre membri esterni e tre interni all’istituzione scolastica.

In base al decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, alcune delle discipline selezionate per la seconda prova scritta sono le seguenti: Latino al liceo classico, Matematica al liceo scientifico, Economia aziendale per gli istituti tecnici del settore economico indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”, Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Per scoprire quali sono le varie materie scelte per l’Esame di Stato 2023 è disponibile un apposito motore di ricerca alla pagina web https://visualizzamaterieesame.static.istruzione.it/.

«Questa modalità di esame non tiene conto dell’eredità che ci ha lasciato la pandemia ed è concentrata su una valutazione serrata e meccanica, che tiene conto più dei risultati delle singole prove che del percorso scolastico e formativo svolto nel corso degli anni – afferma la coordinatrice nazionale dell’Unione Degli Studenti Bianca Chiesa – Inoltre non tiene conto della necessità di ripensare un nuovo esame di Stato che possa essere un momento realmente formativo e in cui lo studente possa esercitare il suo pensiero critico, innanzitutto attraverso l’inserimento di una tesina multidisciplinare».

«Nonostante avessimo già da tempo presentato al ministro Valditara la nostra proposta di Maturità per quest’anno – aggiunge Alice Beccari, dell’esecutivo nazionale del’UdS –, il ministro ha deciso di proseguire per conto proprio, pubblicando un esame costruito senza interloquire con le organizzazioni studentesche. Vogliamo un esame che dia risalto alla capacità critica e all’emancipazione degli studenti e che non sia puramente nozionistico e svolto con metodi frontali, fino a quel momento continueremo a mobilitarci».

«Tornare alle modalità pre covid per l’esame di maturità è quello che tutti auspicavamo e volevamo – afferma all’Adnkronos il presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) Antonello Giannelli – Superata la fase di emergenza è giusto tornare alla normalità. Certo i ragazzi, da sempre, chiedono per l’esame formule più semplici. Io sono per il rispetto delle regole sempre e, ora che la situazione pandemica è rientrata è più che giusto che si torni alla normalità». Una riforma dell’Esame? «Se ne parla ogni anno. Ma, in questo momento non è una questione da porre – conclude Giannelli – Certo, è un esame che non ha natura oggettiva, ma è sicuramente utile per i ragazzi che affrontano la prima vera prova impegnativa anche dal punto di vista psicologico, della loro vita».

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