Nelle regioni in cui il costo della vita è elevato, lo stipendio dei docenti dovrebbe essere più alto. Lo ha affermato il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, parlando del futuro del mondo scolastico e della retribuzione dei professori che, in determinate zone del Paese, rappresenta una criticità.
I posti da docente in Italia sfiorano ad oggi quota 700.000 per quanto riguarda gli istituti statali, scrive La Repubblica riprendendo l’intervento del ministro, e la retribuzione annua lorda di un professore delle superiori – neo assunto in ruolo – è di 22.679 euro. Può crescere fino a circa 35.000 euro, in linea con l’anzianità. Questo per inquadrare il tema del punto di vista delle cifre.
Il ministro ha precisato che il contratto nazionale non è stato messo in discussione, e che la problematica degli stipendi è stata sollevata dalle Regioni, che saranno interlocutori insieme ai sindacati per continuare ad affrontare il tema, alla ricerca di soluzioni nell’interesse di docenti e personale scolastico.
E a proposito di soluzioni, quella di differenziare gli stipendi in base al costo della vita non convince il segretario della Cgil Maurizio Landini che – parlando con l’Ansa – è stato categorico: si rischia di tornare indietro di cinquant’anni e alimentare le divisioni. Per Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, intervistato da Repubblica, la proposta della differenziazione stimolerebbe l’aumento del flusso di coloro che lasciano il Sud per il Nord in cerca di migliori opportunità di lavoro. Secondo l’ex ministro dell’università e della ricerca, l’ideale, in termini di interventi a favore del mondo scuola, sarebbe incentivare le persone a spostarsi nelle zone più in sofferenza, offrendo loro dei salari migliori.
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