Stabilita in Italia già nel corso del 2000 con la Legge 211 e divenuta nel 2005 ricorrenza internazionale con la risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la “Giornata della Memoria” viene celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime dell’Olocausto.
Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe sovietiche della Sessantesima Armata del Primo Fronte abbatterono i cancelli di Auschwitz-Birkenau, segnando la fine della persecuzione del popolo ebraico.
In occasione di questo importante avvenimento, che rappresenta una pagina della storia dell’umanità che non deve essere dimenticata e che reca con sé insegnamenti di portata universale, venerdì 27 gennaio 2023, alle ore 21.00, il Comune di Besozzo propone presso il Teatro Duse lo spettacolo “Il Bradipo e la Capra” della “Compagnia Carnevale”.
“Il Bradipo e la Capra”: la trama
Lo spettacolo nasce dall’adattamento per la scena del volume di Roberto Quartarone “Due Eroi in Panchina”, edito da “InContropiede”, ed è vincitore di numerosi premi di drammaturgia: “Miglior Spettacolo Premio Primiceri 2020”, “Migliore Drammaturgia Settimia Spizzichino e gli Anni Rubati 2018”, “Migliore Interpretazione ConCorto 2018”, finalista “Teatro.. voce della società giovanile” Endas Emilia Romagna 2019, finalista “Palio Ermo Colle 2018”, finalista “Minimo Teatro Festival 2018”.
“Il Bradipo e la Capra” è il racconto dell’amicizia tra due allenatori di calcio ungheresi, Istvan Tóth (Antonio Carnevale) e Géza Kertész (Riccardo Stincone), soprannominati, appunto, “il Bradipo” e “la Capra“, che allenarono l’Ambrosiana Inter e il Catania.
Sullo sfondo dei campi di calcio italiani degli anni Trenta – che Istvah e Géza rivoluzionarono con le loro idee – e della città di Budapest coinvolta nelle vicende della Seconda Guerra Mondiale, i due amici si raccontano e raccontano, senza risparmiare ironia e sarcasmo, gli avvenimenti più felici della loro vita, in un crescendo tra calcio, amore e bellezza delle città italiane – ed in particolar modo di Catania e Trieste -, fino alla tragedia e al delirio degli ultimi anni della guerra. Al loro ritorno in Ungheria, i due amici fondarono un gruppo di resistenza che salvò numerose persone dalla repressione nazista.
In quella che appare una chiacchierata informale, tra comicità e tragedia, i “due eroi” fanno divertire e commuovere gli spettatori, accompagnandoli alla scoperta dei loro successi e della storia di due uomini che hanno dedicato l’intera vita, fino all’ultimo istante, alla propria passione: il calcio.
«Un modo per raccontare episodi della Shoah attraverso storie che possono essere ancora d’esempio sia per gli adulti che per le nuove generazioni – spiega l’assessore alla Cultura Silvia Sartorio -. Anche in momenti così bui ci sono state persone anche in ambito sportivo che hanno perso la loro vita per difendere e salvare vite umane».
L’ingresso allo spettacolo è gratuito, è consigliata la prenotazione inviando una mail all’indirizzo bibliotecabesozzo@gmail.com, o telefonando allo 0332 970195 – 2 – 229 (negli orari di apertura della biblioteca).
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