Masciago Primo | 23 Gennaio 2023

Masciago Primo si raccoglie intorno alla sua patrona Sant’Agnese

Due giorni di festa nel piccolo centro della Valcuvia, tra convivialità e preghiera. Tra i momenti più suggestivi delle celebrazioni quello del falò che ha raccolto i masciaghesi in piazza

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(a cura di Cesi ColliSabato 21 e domenica 22 gennaio, Masciago Primo ha donato a S. Agnese, la sua piccola grande patrona, due giornate di festeggiamenti. Il culto per questa santa nel nostro paese è assai antico, come si legge nel “Liber Chronicus” di don Felli (1919): “La parrocchia celebrava “ab immemorabili” solo due feste all’anno: il 21 gennaio S. Agnese patrona e la festa detta dei “Confratelli” alla quarta domenica di gennaio”.

I masciaghesi, dunque, anche quest’anno, si sono raccolti intorno alla giovane santa che ha affrontato il martirio all’età di dodici anni per difendere la sua salda e sfolgorante fede in Cristo. Tutto in lei è chiaro, luminoso, sprizzante bontà. Un modello che affascina ancora oggi per la sua ricchezza interiore e la sua capacità di irradiazione: ti attrae nella contemplazione della sua giovinezza donata, ti comunica l’esperienza di una fede viva, ti conduce dentro il mistero che raffigura, ti svela la spiritualità della sua anima colma di luce, di gioia e di pace, ti conquista col suo amore travolgente per Cristo.

La festa patronale risponde al desiderio e alla necessità dell’uomo di dare spazio alla spiritualità e alla socialità. Per questo i masciaghesi hanno sempre voluto che le celebrazioni religiose fossero il punto focale della loro festa patronale: anche quest’anno, infatti, l’hanno vissuta soprattutto con tanti momenti di raccoglimento e di preghiera, di dialogo e di incontro tra le persone della comunità.

La ricorrenza si è aperta sabato sera con la tradizionale cena comunitaria organizzata dalla Promo Masciago in collaborazione con la Parrocchia. Dopo la pausa del covid, ci mancavano queste cene specialissime, pretesto per gustare un’ottima cucina e per stare insieme. In una società così individualista come la nostra, la tavola ha una grossa valenza perché è soprattutto  momento di convivialità, in cui anche la conversazione diventa nutrimento.

Nel raccoglimento della chiesa di S. Agnese si è recitata “Compieta”, la preghiera liturgica che santifica le ore del giorno e della notte prima del riposo, con la quale si invoca il Signore di vegliare su di noi con amore di Padre e si rende grazie per ciò che in quella giornata ci ha donato. Il nostro parroco ha poi benedetto gli “Agnelli di S. Agnese”, dolci di pasta sfoglia da portare sulle nostre tavole. La Santa, infatti, è raffigurata con un agnello in braccio, simbolo di purezza e candore.

Dopo la preghiera in chiesa, ci si è ritrovati in piazza, tutti in cerchio intorno al falò, uno dei momenti più suggestivi della festa, in cui la condivisione diventa più vera e autentica. Alla sua fiamma, come ogni anno, sono state affidate le intenzioni di preghiera rivolte a S. Agnese, per essere “portate in alto”. Amore, famiglia, lavoro e salute: queste, forse, le richieste di grazia dei masciaghesi che sono volate in cielo.

Il buio e il silenzio della notte sono stati, poi, risvegliati dalle note della chitarra e dai canti improvvisati da un numeroso gruppo di giovani, a cui si sono unite le voci di tutti i presenti. «Da qualche anno – ci ha detto uno di loro – abbiamo trovato una modalità che per noi è molto naturale, cioè, davanti all’affezione per il paese e la sua patrona, abbiamo cercato di condividerla con gli amici. È per questo che li abbiamo invitati, aggiungendo: “Se volete, portate anche una chitarra…”, da lì è nato il cantare insieme intorno al fuoco». Nel cuore di questa glaciale serata, al bagliore della fiamma del falò, gustando cioccolata calda, vin brulé e qualche dolce, ci siamo semplicemente sentiti tutti un po’ più fratelli, sia nella parte più giocosa ed allegra dei canti che in quella più raccolta e riflessiva della fine della serata: nessuno attizzava più il falò, si lasciava lentamente morire il fuoco, lo scoppiettare allegro delle fiamme si indeboliva e il crepitio sfumava piano piano nel silenzio della notte… La luce spariva, la forza e il potere del fuoco lasciavano spazio al silenzio e alla cenere.

Domenica mattina, la S. Messa solenne con il cerimoniale dell’incendio del “globo”. Un rito che nella sua semplicità ben descrive la vanità delle cose mondane: «Sic transit gloria mundi », ha affermato, infatti, il nostro parroco don Enrico Broggini accingendosi a bruciare il globo, che ha preso fuoco da tre candeline, che simboleggiano  la vita del martire che si consuma per la fede ardente nella Trinità.

Nel pomeriggio, dopo il canto dei Vespri, si è svolta per le vie del paese la processione con la statua di S. Agnese: pregando e cantando al suono della banda, allineati con la nostra patrona, ci siamo messi per via con lei, portando sulle nostre spalle l’esempio di una vita santa come la sua…

Per finire, giochi, ma soprattutto non vanno dimenticati  gli squisiti dolci di Luca, un vero artista della pasticceria.

Lunedì sera, si è celebrata la S. Messa per ricordare parenti e amici che ci hanno lasciato: il loro ricordo si è ripresentato alla mente e al cuore, velato di nostalgia, ma anche carico di fede e speranza nel saperli già in comunione con Dio.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com