Luino | 22 Gennaio 2023

Regionali, Licata (Terzo polo) a Luino: «Questo è un territorio bellissimo ma fragile, noi lo sosterremo»

Giuseppe Licata, capolista della coalizione di Carlo Calenda, ha presentato la propria candidatura ieri pomeriggio. Insieme a lui anche l'imprenditore maccagnese Stefano Sist

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«Luino è tra le aree della nostra provincia che più soffre della mancanza di visione e dei disservizi della Regione Lombardia a guida Fontana e centrodestra. Il Terzo Polo di Azione e Italia Viva porterà una svolta di concretezza e buona amministrazione, alternativi ai partiti populisti di destra e di sinistra che fanno tante promesse, ma che non risolvono i problemi della nostra provincia e della Lombardia».

Così Giuseppe Licata, candidato al Consiglio Regionale della Lombardia, capolista della coalizione di Carlo Calenda, al termine della presentazione della propria candidatura che si è tenuta sabato pomeriggio a Palazzo Verbania.

Continua Licata: «Comuni come quello di Luino, inserito in un territorio bellissimo ma fragile, necessitano del supporto economico e tecnico della Regione per realizzare opere di prevenzione delle frane, come quella che si è verificata recentemente a Creva. Drammaticamente scarso anche il livello dei servizi di trasporto pubblico, particolarmente i treni, pochi e del tutto inaffidabili per i continui ritardi e cancellazioni».

«Per non parlare di sanità – prosegue -, i luinesi sono molto preoccupati per il depotenziamento dell’ospedale che costringe sempre più cittadini a spostarsi verso i grandi centri per potersi curare. Tutte conseguenze di modelli e schemi sbagliati, che il centro destra vorrebbe ancora riproporre in Lombardia per i prossimi cinque anni. Siamo pronti ad impedirglielo, portando idee, proposte e il coraggio di rompere schemi e sistemi di interesse che immobilizzano la nostra Regione».

Insieme a Giuseppe Licata, a Palazzo Verbania c’erano Marika Merani e Stefano Sist, anch’essi candidati nella lista di Azione e Italia Viva.

Sist, maccagnese, imprenditore nel settore alberghiero, dichiara: «Per questo territorio tra lago e frontiera ho delle proposte di rottura. Creiamo le condizioni perché il nord della provincia sia sempre più area di riferimento per la formazione professionale che deve aprirsi a nuovi indirizzi più attuali e prospettici e portando percorsi di formazione specialistica post diploma (ITS)».

«La più grande azienda di Lombardia, il Canton Ticino, con i suoi 75.000 addetti qualificati che ogni giorno varcano il confine, sono una garanzia di successo di questo processo. E poi lavoriamo perché Regione Lombardia “regionalizzi” il trasporto lacuale del lago Maggiore e del lago Ceresio, oggi mal gestiti dallo Stato, sul modello già in essere per i trasporti locali ferroviari trans frontalieri, TILO un esperienza eccellente. La consapevolezza che la mobilità lacuale è intrinsecamente un’esperienza turistica può e deve essere organizzata e valorizzata in aderenza alle politiche locali», conclude Sist.

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