Domani, domenica 15 gennaio, la frazione di Lozzo, a Maccagno con Pino e Veddasca, sarà in festa in occasione della memoria liturgica di S. Antonio Abate (che nel calendario della Chiesa Cattolica cade il 17 gennaio).
Alle ore 10.30, don Viniero Roncarati celebrerà la S. Messa nella locale Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Seguirà la benedizione degli animali e, se il tempo lo permetterà, la processione.
Ma chi era il “nostro” S. Antonio? Fu un eremita egiziano (nacque il 12 gennaio 251 e morì il 17 gennaio 356, a ben 105 anni d’età), è considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Si racconta che ebbe una visione in cui un eremita come lui riempiva la giornata dividendo il tempo tra preghiera e l’intreccio di una corda. Da questo dedusse che, oltre alla preghiera, ci si doveva dedicare a un’attività concreta.
Allora, coperto da un rude panno, si chiuse in una tomba scavata nella roccia nei pressi del villaggio di Coma. Sant’Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella.
La tradizione di benedire gli animali non è legata direttamente a S. Antonio: nasce nel Medioevo, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant’Antonio. L’iniziativa di domenica 15, è a cura della Parrocchia di S. Carlo di Veddasca.
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