Non passa giorno senza che, da qualche parte, spunti un nuovo “graffito”. Ma non si parla di arte di strada, bensì di scritte o disegni che hanno come unico effetto quello di deturpare muri ed edifici pubblici, magari appena rimessi a nuovo.
Tanto che l’amministrazione di Maccagno con Pino e Veddasca non le manda a dire, direttamente dai social: «Siamo incavolatissimi e non ne possiamo più di quei cretini e maleducati che passano il loro tempo a imbrattare, con le loro scritte orribili e senza senso, strutture pubbliche e arredo urbano».
Il Civico Museo “Parisi Valle”, i cartelli stradali, l’Imbarcadero, le nuove panchine, ma anche i lampioni, i cestini dei rifiuti, porte o muri, fino ad arrivare persino ai vasi di fiori gettati nel lago, sembra che quasi nulla riesca a essere rispettato come dovrebbe. E «siamo stufi marci di questi teppistelli da strapazzo e di chi non è stato capace di insegnargli solo che questo», è l’amareggiato commento che arriva dal Comune.
Di telecamere posizionate in diversi punti del paese ve ne sono già parecchie, ma è «impensabile» avere occhi elettronici ovunque, «perché per coprire quarantadue chilometri quadrati di territorio ci vorrebbe una vincita milionaria al lotto e una schiera di agenti che di mestiere passino al setaccio una sequela infinita di immagini e fotogrammi».
Di certo le forze dell’ordine si impegnano quotidianamente nel loro lavoro e l’auspicio dell’amministrazione maccagnese è che i responsabili vengano individuati quanto prima, magari anche con il supporto dei cittadini che possono dare una grande mano in questo senso, fornendo informazioni precise nel caso si trovino ad assistere direttamente ad atti di questo genere.
«Qualcosa sta già succedendo in questo senso e siamo grati a chi ci sta aiutando. – chiosa la giunta guidata dal sindaco Fabio Passera – Vi ringraziamo, ma non basta, e vi esortiamo a continuare, a fare di più. Noi cerchiamo di rendere ogni giorno più bello e accogliente il nostro paese, e poi arrivano quattro cretini che lo mettono sottosopra. Adesso la misura è colma: diamoci tutti una mano, senza distinzione. E davvero, diciamo basta a questo scempio che sembra non finire mai!».
© Riproduzione riservata




Vuoi lasciare un commento? | 0