Si alza forte il grido di denuncia da parte di decine di residenti di via Comi e via Sereni, nel centro di Luino, che da alcuni mesi ormai sono costretti a convivere con episodi poco edificanti nelle ore notturne, svegliati spesso da schiamazzi e urla, e nei casi peggiori anche da liti che sfociano in risse, come avvenuto negli scorsi giorni.
L’episodio avvenuto lo scorso 29 dicembre è solo l’ultimo in ordine cronologico quando, per cause accidentali, è andata in frantumi una vetrina del negozio “Yuma Calzature”, per una situazione che secondo gli abitanti della zona è ormai diventata insostenibile, soprattutto nei fine settimana.
Al risveglio, poi, sia chi vive nei palazzi adiacenti alle strade che i commercianti pronti ad alzare le saracinesche per iniziare a lavorare, si ritrovano a dover fare i conti nel pulire la zona da bottiglie di vetro, bicchieri di plastica e altri rifiuti, sparsi per terra, nei pressi dei marciapiedi e del prato a ridosso del Comune.
«Non sappiamo più cosa fare e per questa ragione ci siamo rivolti al vostro giornale – commentano alcuni residenti di via Comi e via Sereni -. Abbiamo inviato diverse mail all’amministrazione comunale, chiamiamo spesso le forze dell’ordine, che intervengono come avvenuto lo scorso 29 dicembre, ma la situazione non è cambiata. Negli ultimi mesi poi è peggiorata ancor più. Ci svegliamo presto all’alba per andare a lavorare, a volte siamo svegliati di soprassalto per le urla che sentiamo provenire dalle strade, per non parlare dello spavento che provano i nostri bambini».
Sono tanti i video e le fotografie, infatti, arrivateci in questi mesi in redazione, a testimonianza delle lamentele dei residenti: non solo giovani che litigano, si colpiscono e, nei casi peggiori, si lanciano le transenne presenti in strada, ma anche urla e schiamazzi, con musica dalle auto ad volume alto. Un problema per chi vive in zona, soprattutto per quei frontalieri che la mattina si svegliano all’alba per andare a lavorare e quelle famiglie che hanno bambini piccoli.
«Qualcuno deve intervenire, non è più possibile vivere così, in estate e in inverno. Se l’orario di chiusura dei locali è alle 2, bisogna rispettarlo e i ragazzi e le ragazze devono capire che non possono urlare in questo modo. È una questione di rispetto e di senso civico, nei confronti di tutta la cittadinanza, un problema di disturbo della quiete pubblica e di sicurezza», concludono i residenti.
L’amministrazione comunale e le forze dell’ordine conoscono il problema e stanno cercando di intervenire e trovare una soluzione in modo tale da risolvere la situazione, coinvolgendo e collaborando con i proprietari dei locali interessati. Già la scorsa estate, infatti, a Palazzo Verbania, si era tenuto un incontro tra i primi cittadini della zona e il prefetto di Varese, il dottor Salvatore Pasquariello, per parlare di disagio giovanile, un fenomeno sociale che riguarda gran parte delle città della provincia e preoccupa autorità e collettività.
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