Tecnicamente si tratta di “valorizzare il turismo lento“, che uscendo dal linguaggio tecnico del bando regionale a cui il Comune di Castelveccana ha fatto ricorso per finanziare il proprio progetto, significa investire nelle bellezze e nelle tradizioni di casa, che ancora tanto possono dare ai visitatori.
A volte basta girare per le viuzze di paese, guardarsi intorno e scoprire che certi angoli sono come sospesi nel tempo, testimonianza di qualcosa che c’è stato e che ancora merita di essere raccontato. “I muri raccontano“, non a caso, è il nome del progetto che porterà alla riqualificazione di alcune antiche stradine del borgo lacustre, che nel complesso formano un percorso di circa 3 chilometri con tratti di vista lago.
Un percorso che parte dal lavatoio di Sarigo, scende attraverso alcuni prati e collega la frazione a Nasca, e poi ancora a Caldè, tramite la stradina per Santa Veronica, e arriva a San Pietro, dove è presente un sentiero nel bosco (già riqualificato nel corso del 2022) cui segue un’ultima antica strada che conduce alla località di Ronchiano.
Tracciati di sasso e ghiaia, natura, lago e montagne: questa la cornice. Dentro, grazie ad un investimento complessivo di 193.000 euro, di cui 140.000 stanziati dalla Regione, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luciano Pezza commissionerà i lavori per il posizionamento di alcuni totem divulgativi, per l’installazione di 2 impianti di ricarica per auto elettriche (al parcheggio vicino alla caserma dei carabinieri di Ronchiano e nei pressi del parcheggio di Nasca) e per la realizzazione di piccole aree di svago per bambini, affinché l’itinerario possa diventare una risorsa davvero per tutti.
«Con questo progetto valorizziamo le camminate sul nostro territorio – commenta il sindaco Pezza – e teniamo viva la memoria di alcuni luoghi che hanno a che fare con la storia del paese e con i suoi nuclei antichi». In alcuni angoli del percorso, ad esempio, sono presenti muri di contenimento a secco che in epoche passate hanno rappresentato opere importanti per la collettività, e sono state motivo di grande lavoro per la popolazione locale. Di sicuro hanno una storia da raccontare.
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