Bancali di pellet a prezzi vantaggiosi, ordini del valore di centinaia di euro per ogni cliente attratto dall’occasione di mettere da parte una buona quantità di combustibile senza spendere molto. E poi la triste scoperta: dietro l’offerta c’era soltanto un raggiro, studiato nei minimi dettagli.
Un raggiro che però non è sfuggito alle indagini scattate subito dopo le denunce presentate per quanto avvenuto nel medio Varesotto tra l’estate e l’autunno del 2019, tanto che alla fine cinque persone, di età compresa tra i 35 e i 75 anni (due di queste originarie della provincia di Varese), sono state rinviate a giudizio con l’accusa di truffa. Per un totale di ben 165 persone offese.
Agli imputati è contestato il fatto di essersi spacciati per rappresentanti di una ditta con sede legale in Emilia e con uno dei propri punti vendita sul territorio di Angera. Qui le vittime del raggiro si interfacciarono con collaboratori e addetti (parte della simulazione di una precisa organizzazione aziendale) per l’acquisto del materiale che veniva proposto a prezzi concorrenziali, come ad esempio 276 euro per un bancale di pellet composto da 70 sacchi del peso di 15 chili ciascuno.
Alle proposte seguì il versamento degli acconti e a quel punto la finta azienda incassò parecchi assegni, prima di chiudere i battenti della rivendita e lasciare la “clientela” a mani vuote. Il processo si svolgerà davanti al giudice monocratico del Tribunale di Varese, dove nell’udienza fissata ieri è stato disposto un rinvio alla prossima primavera per affrontare in primo luogo le questioni di carattere procedurale.
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