(IB – AN) Sono numerosi i cambiamenti che il liceo scientifico “Vittorio Sereni” di Luino, i suoi alunni ed insegnanti hanno vissuto in questi ultimi anni, soprattutto a causa della pandemia e della conseguente didattica a distanza, che ha portato tutto il corpo docente e la dirigenza scolastica a lavorare al meglio per adottare ed adattarsi a nuove modalità didattiche, fino al reinserimento tra i banchi di scuola con obiettivi e speranze per il futuro, non senza difficoltà.
Per queste ragioni, abbiamo chiacchierato con David Arioli, preside del liceo “Vittorio Sereni”, che ci ha raccontato questi anni di “transizione”, non solo in termini di presidenza – Arioli subentrò in seguito al pensionamento dell’ormai ex preside Maria Luisa Patrizi nel 2020 -, ma soprattutto, in termini di una didattica che ha dovuto dimostrare una non indifferente flessibilità ed adattabilità di fronte ai cambiamenti mondiali.
Tecnologie, strutture e sicurezza dell’istituto
«I due anni di pandemia sono stati impegnativi, ma sono comunque serviti come rodaggio. Al mio arrivo – spiega il preside Arioli – mi sono trovato di fronte ad una scuola già ben organizzata e viva. Ho cercato di cambiare alcuni aspetti per semplificarne la gestione, sono stati perlopiù interventi di tipo tecnologico».
«Per quanto l’istituto fosse già ben attrezzato – continua Arioli – il professore Maiolino (primo collaboratore dell’istituto, ndr) è molto attento all’innovazione e ho accolto molte delle sue richieste ed iniziative. La digitalizzazione non è la soluzione, ma coadiuva una gestione più fluida e flessibile ed invece che costruirla, la subiamo».
Una situazione positiva anche quella riguardante strutture e sicurezza al momento del suo arrivo nel 2020. «Nonostante si tratti di un edificio datato, la cura delle strutture denota un’attenzione notevole – spiega il preside -. Gli impianti vengono sottoposti a controlli periodici ogni trimestre e ciò ci permette di avere un report dell’impiantistica sempre aggiornato e se qualcosa non funziona, possiamo inviare le nostre segnalazioni direttamente all’ente, che interviene e provvede alla sistemazione».
«Quando sono arrivato, i lavori di messa in sicurezza delle aule erano appena terminati. Si tratta di un’opera consistente che mi ha dato una certa serenità e ha aperto la strada per proseguire in questa direzione», prosegue Arioli.
Offerta formativa e studenti
La proposta didattica dell’istituto è rimasta pressoché stabile negli ultimi anni, garantendo comunque una buona copertura. «L’offerta formativa non ha subìto particolari modifiche – racconta il preside del “Vittorio Sereni” di Luino -, anche perché gli indirizzi disponibili coprono la maggior parte di quella che può essere l’offerta di un liceo».
«Le nostre sono dimensioni per così dire “di provincia” – continua Arioli -. L’ambito artistico richiederebbe delle strutture ed un territorio diversi dal nostro ed il classico è un indirizzo più di nicchia per la nostra comunità. Una proposta formativa come la nostra, che include l’indirizzo linguistico, quello di scienze umane e quello scientifico, rappresenta un’offerta ottima, anche guardando a Laveno dove abbiamo l’indirizzo economico-sociale dal 2016».
I numeri dell’istituto, infatti, indicano oltre i mille alunni iscritti. «Sono circa 850 gli studenti nella sede di Luino, distribuiti su 35 classi – afferma Arioli -. La sede associata di Laveno-Mombello conta circa 250 alunni suddivisi in 11 classi».
L’influenza della pandemia
La pandemia da Covid-19 ha sicuramente avuto ripercussioni a livello locale, nazionale e mondiale. Tra gli ambiti a risentirne di più, è stato sicuramente quello scolastico, anche, e forse soprattutto, per quel che concerne i rapporti interpersonali e l’interazione sociale.
«C’è un’ansia molto forte da parte delle famiglie degli alunni, sicuramente legata ad un senso di insicurezza – racconta ancora il preside -. La provo anche io. In questi anni c’è stata una rapida sequenza di eventi che mai avremmo pensato potessero interessare le nostre vite. Prima la pandemia e le tragedie che ha recato con sé. Poi, non appena sembrava ci stessimo riprendendo, sono arrivate la guerra e la crisi energetica».
«Questi eventi – prosegue Arioli – generano ansie, che non hanno effetti unicamente sul presente, ma anche sul futuro e su quello dei figli. Cose che dovrebbero essere percepite come normali, quali l’inizio delle superiori o la prima insufficienza, portano a pensieri molto distanti dalla normalità, come il credere di aver sbagliato scuola».
L’aspirazione a recuperare quella “quotidianità” precedente a queste dinamiche mondiali c’è, ma non è possibile: «Gli insegnanti, alcuni anche in quanto genitori, hanno un forte desiderio di tornare alla scuola “com’era prima”, ma questo non è possibile. Una buona aspirazione è quella di pensare ad una scuola che possa recuperare i valori di prima, che non vanno persi, proiettandosi nel presente».
Una socialità difficile, ma con spirito propositivo
«Oggi è ancor più bello vedere i ragazzi dell’istituto – racconta il preside -. Alcuni di loro scontano delle paure, a volte proiettate dalle famiglie. È percepibile la paura che hanno di stare con gli altri, una paura che scaturisce proprio dalla perdita di quella socialità in questi anni e il crescere del timore dei grandi affollamenti. E non riguarda solo i ragazzi “nuovi”, della prima liceo, ma anche i ragazzi più grandi».
«Diversi studenti mi dicono che tutte le mattine devono lottare (con loro stessi, ndr) per venire a scuola. Gli do supporto psicologico, cerco di mantenere un contatto ed il colloquio con le famiglie, con cui ci sentiamo frequentemente. Quello che possiamo fare dal canto nostro è esserci» spiega Arioli.
Quindi, un lavoro, quello del preside, che non si limita all’aspetto più burocratico-amministrativo del ruolo, ma che tiene conto anche dell’importanza del fattore umano e del supporto di cui necessitano studenti e famiglie, soprattutto in questo periodo. «Sono un burocrate “difettoso” (afferma scherzosamente, ndr). Rispetto tutti gli adempimenti, ma non riesco a vivere il mio lavoro solo a scadenze. Ho dei collaboratori e una segreteria che funzionano e mi aiutano ad essere preciso con la burocrazia, ma non riesco ad occuparmi solo di questo».
Il clima non si ferma però solo ad ansie e paure ereditate da questi anni di incertezza. «Molti dei ragazzi hanno un forte spirito di iniziativa. È bellissimo. Prima (della pandemia, ndr) difficilmente avrebbero avanzato proposte – spiega Arioli -. Abbiamo un bel dialogo, aperto, con tutti, dai rappresentanti di istituto agli studenti. Questo non vuol dire approvare qualsiasi loro iniziativa, ma essere attento a non spegnere quest’entusiasmo anche quando è necessario dire di no».
Edilizia scolastica
Di particolare rilevanza il tema della sistemazione delle strutture, anche in seguito all’avvenimento di inizio novembre che aveva visto il crollo di una parte del soffitto sotto il porticato esterno all’ingresso del liceo: «Non costituisce un pericolo, ma abbiamo provveduto a chiudere la zona e ad assicurare ingressi diversi. La Provincia di Varese ci ha assicurato la massima celerità per la rimessa a norma».
Nel frattempo i lavori interessano comunque altre zone dell’edificio: «La sistemazione di tombini e pluviali è già in programma e ora stanno lavorando sulla risistemazione del piano della biblioteca – spiega Arioli -. Si tratta di lavori per un edificio che ha tanti anni, interventi ed attenzioni ci sono, soprattutto, se si rapportano a quanto avviene in media per le altre scuole».
Il preside, inoltre, sottolinea la tempestività e l’attenzione della Provincia verso queste zone: «Nonostante il loro carico di responsabilità non sia indifferente, non stanno con le mani in mano, anzi, i funzionari rispondono immediatamente e con una forte attenzione. Si fa il meglio che si può, nel rispetto delle condizioni vigenti».
Tecnologia ed innovazione
Il processo di digitalizzazione rappresenta un aspetto importante per l’istituto, non solo in termini gestionali, ma anche di una didattica per studenti sempre più connessi e proiettati in un futuro in cui tecnologia e giovani menti rappresenteranno un binomio importante.
«Attraverso il PON, il Programma Operativo Nazionale, abbiamo effettuato interventi strutturali e di efficientamento tecnologico, buona parte delle aule dispone di schermi touchscreen – racconta David Arioli -. Con il PNRR abbiamo inoltre in corso una serie di migliorie dal punto di vista dei laboratori. A esempio, l’acquisto di sensori digitali, così da offrire agli alunni un’esperienza più immersiva, anche in preparazione del percorso universitario e lavorativo in diversi ambiti, come quello fisico e quello delle scienze».
«L’obiettivo, nel corso di quest’anno, è quello delle “Aule 4.0”, come per tutte le altre scuole. Il PNRR – prosegue Arioli – ci fornisce una serie di finanziamenti per completare l’opera di digitalizzazione delle aule, anche da un punto di vista dell’arredamento. Ci saranno, infatti, alcune aule con i banchi modulari».
Anche la connessione internet gioca un ruolo significativo all’interno di questo cambiamento “digital”. «A breve dovrebbe arrivare la fibra ultraveloce dal Ministero, sarebbe un miglioramento viste anche le difficoltà che abbiamo avuto per la didattica a distanza. Inoltre, una connessione più veloce permetterebbe di sperimentare i laboratori di realtà virtuale e aumentata con gli strumenti che andremo ad acquistare».
«Potenzialmente, le cifre che ci sono state assegnate dai decreti questa estate si aggirano sui 150mila euro per la realizzazione delle aule e 120mila euro per i laboratori» conclude Arioli.
Innovazione attraverso il “metodo Maiolino”
Il primo collaboratore, il professore Antonio Maiolino, dimostra uno spiccato spirito innovatore, accolte positivamente dal preside. «Quella dei laboratori pomeridiani è un’offerta molto ampia ed innovativa – dichiara ancora Arioli -, che ricopre due aspetti fondamentali: quello del “learning by doing” e quello della socialità, tra teatro e musical».
«Il “learning by doing” è costituito da laboratori scientifici con strumenti innovativi, come sensori digitali per la realtà virtuale e aumentata – racconta il preside -. Sono molto gettonati, prevedono al massimo una trentina di studenti per volta. Magari ci sono 70-80 alunni iscritti settimanalmente e questo rende problematico fare due turni. Anche perché si tratta di attività volontarie su due pomeriggi. Questa offerta è finanziata, non ci sono costi aggiuntivi per le famiglie, eventualmente un contributo volontario, perché i genitori già pagano per l’istruzione dei propri figli».
Per quanto riguarda i laboratori improntati a socialità, teatro e musical, «Ogni anno ci sono circa 60-70 iscritti. I partecipanti possono svolgere attività molto diverse tra loro. C’è chi suona, chi canta, chi recita, chi si occupa dei copioni, chi dei costumi, chi della scenografia. Si tratta di un lavoro complesso, in cui il processo di socialità è centrale. Tant’è che molti arrivano perché si tratta di attività che stimolano la curiosità e perché si svolgono insieme agli altri».
«La particolarità sta anche nell’assenza del voto. Durante i laboratori non manca la voglia di imparare dei ragazzi, anzi l’aspetto del voto sembra che li spaventi, non che li demotivi, ma è come se avessero ancor più voglia di imparare quando il voto non è previsto. Una sorta di rovesciamento del “se non gli dai il voto, non studiano”», dice ulteriormente Arioli.
Open day dell’istituto
Sono diverse le giornate di “porte aperte” in programma per visitare e conoscere da vicino la realtà del liceo scientifico “Vittorio Sereni” di Luino e della sua sede di Laveno-Mombello.
Oggi, sabato 3 dicembre dalle 20.45, si terrà a Luino l’“Open night”, ovvero la sessione serale della tradizionale giornata di tour della scuola. Il prossimo appuntamento è per sabato 14 gennaio dalle 14.30. La sede di Laveno-Mombello vedrà come prossimi open day quello di venerdì 13 gennaio, sempre dalle 18.00. «Le prenotazioni avverranno anche quest’anno per ordine (per effettuarle cliccare qui, ndr), con circa 10-15 studenti per indirizzo – conclude David Arioli -. Si potranno visionare i laboratori e camminare per l’istituto».
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