Entra nel vivo l’azione della Regione Lombardia per contenere le liste di attesa.
Su proposta del neo assessore al Welfare Guido Bertolaso, la Giunta ha approvato una delibera che individua due direttrici sulle quali concentrare gli sforzi: da una parte sono state individuate le 10 prestazioni ambulatoriali (prime visite) che necessitano di un miglioramento dei tempi e, dall’altra, è previsto che ASST e IRCCS aumentino le disponibilità per gli appuntamenti.
«Già dal mio insediamento – ha affermato il presidente Attilio Fontana – l’abbattimento dei tempi d’attesa è sempre stato uno dei principali obiettivi della legislatura. Abbiamo iniziato un percorso e stanziato numerose risorse per consentire ai cittadini di accedere alle prestazioni nei tempi appropriati».
«Tanto è stato fatto, ma – ha proseguito – anche per cause indipendenti dalla nostra volontà, come la carenza di alcune figure specialistiche, figlie di programmazioni nazionali sbagliate, tanto si può ancora fare. Come, ad esempio migliorare la collaborazione tra tutti gli enti del sistema, medici prescrittori e quelli che erogano le prestazioni, e anche i cittadini stessi che devono avere un uso consapevole e responsabile delle prestazioni offerte, come ad esempio evitare di prendere più appuntamenti in diverse strutture o non annullare appuntamenti quando impossibilitati a presentarsi. Il provvedimento che adottiamo oggi va in questa direzione».
«Abbiamo impostato un metodo concreto, frutto di un lavoro svolto dalla Dg Welfare con ATS e ASST. L’obiettivo è risolvere progressivamente alcuni colli di bottiglia. Ci siamo in particolare concentrati sulle 10 tipologie di visite più richieste e che scontano tempi di attesa più lunghi», ha confermato Bertolaso.
«Occorre intervenire – ha continuato – sulla gestione delle prenotazioni uniformando le agende dei posti disponibili in tutta la Regione. Abbiamo chiesto di incrementare i posti disponibili e di far partire un sistema di remind delle prenotazioni, così da liberare i posti di chi ha fatto più prenotazioni in luoghi diversi. L’agenzia di controllo, in raccordo con le ATS, attiverà i “Noc” per verificare sul territorio la disponibilità degli slot messi a disposizione per il 2023».
Il lavoro si articolerà in tre fasi:
– organizzazione, per programmare modalità e criteri di azione, volti ad una ottimizzazione del processo di prenotazione ed
erogazione delle prestazioni;
– monitoraggio, per raccogliere periodicamente e sistematicamente i dati forniti dagli Enti Sanitari relativamente alla programmazione;
– controllo, per verifica l’andamento delle attività, attraverso i dati raccolti, da parte di organi preposti.
«Andiamo a razionalizzare e a migliorare il sistema complessivo, – ha concluso Bertolaso – con l’obiettivo di arrivare a una struttura centrale di prenotazione unificata che raccolga tutti i posti disponibili. Anche se a monte il problema è la carenza di organico, in Lombardia come in tutta Italia».
Le 10 prestazioni che necessitano di miglioramento
Attraverso un monitoraggio effettuato dalla Dg Welfare sono state appunto individuate le 10 prestazioni ambulatoriali – prima visita oculistica, prima visita dermatologica, eco (color) dopplergrafia cardiaca, ecografia bilaterale della mammella, ecografia addome completo, prima visita ortopedica, eco(color)doppler dei tronchi sovraortici, prima visita cardiologica, prima visita endocrinologica/diabetologica e prima visita neurologica (neurochirurgica) – che necessitano di un miglioramento dei tempi. Si tratta di prime visite e prestazioni con classe di priorità B (10 giorni), e D (30 giorni).
«Abbiamo rilevato – ha spiegato Fontana – che 66.000 cittadini hanno avuto, per queste, appuntamenti fuori tempo, nel periodo tra gennaio e giugno 2023. Per la precisione 3.000 con priorità B e 63.000 con priorità D. Questi 66.000 cittadini saranno richiamati dagli enti erogatori, pubblici e privati, e gli sarà anticipato l’appuntamento nei termini previsti dalla classe di priorità della prescrizione, dove possibile, e comunque non oltre il 31 dicembre 2022 per quelle con priorità B. Sarà assicurato il finanziamento necessario a garantire tutte queste prestazioni aggiuntive».
Incremento slot agende ASST E IRCCS
«L’altra azione – ha evidenziato il governatore lombardo – riguarderà la richiesta di un incremento degli slot delle agende delle ASST/IRCCS pari a quanto erogato nel 2019, più il 10%».
Critiche dalle opposizioni
«Il rispetto dei tempi d’attesa in sanità non può essere un regalo di Natale, ma la normalità. Il tema dell’accesso alle cure non può essere svilito nell’ennesima conferenza stampa show. Conferenza al termine della quale, l’unico dato certo è che il centrodestra abbia fallito non essendo stato in grado, per scelta politica, di realizzare l’Agenda unica del sistema di prenotazione, che i lombardi attendono dal 2019. Proprio lo strumento indicato oggi come la soluzione al problema delle infinite liste d’attesa della sanità lombarda»: queste le parole del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gregorio Mammì a margine degli interventi di Fontana e Bertolaso.
«Secondo Fontana è demagogia pensare di aumentare del 50% i fondi da destinare alle strutture pubbliche, – ha proseguito – quelle stesse strutture alle quali oggi chiede sacrifici per recuperare i suoi ritardi, quelle strutture all’interno delle quali lavorano i professionisti della sanità pubblica che da anni non ricevono la dovuta gratificazione economica. Imbarazzante che nell’evento, costato 400mila euro di soldi pubblici, che ha aperto la sua campagna elettorale e che avrebbe dovuto raccontare la Lombardia del futuro, non si sia fatto alcun accenno a come risolvere il problema delle liste d’attesa infinite. Ancora una volta –ha concluso il consigliere pentastellato – si è scelto di lanciare il titolo a favore di telecamera, derubricando il diritto d’accesso alle cure come mera occasione di campagna elettorale».
«Si ammette solo ora un’emergenza che dura da anni», ha ribattuto da parte sua il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Sanità Samuele Astuti.
«Fontana e Bertolaso hanno finalmente ammesso lo stato dell’emergenza delle liste d’attesa in Lombardia. – ha affermato – Emergenza che con tutto il Pd denunciamo da anni, avanzando numerose e inascoltate proposte per affrontarla. Fontana e Bertolaso oggi hanno preso atto di una condizione ormai cronica, che è peggiorata con la pandemia e non accenna a migliorare. E hanno implicitamente ammesso che tutti i provvedimenti sbandierati finora per rimediarvi sono serviti davvero a poco».
«Le liste d’attesa – ha continuato Astuti – in realtà sono il frutto di una politica della sanità che da anni ignora i bisogni dei cittadini. La logica seguita è stata sempre quella di moltiplicare le prestazioni offerte senza mai però andare a verificare quali fossero realmente necessarie e imprescindibili per i cittadini. Si è guardato ai numeri e non alla sostanza. Il risultato è, come ha ammesso oggi Fontana, che prenotare con il servizio pubblico in tempi ragionevoli alcune visite, per esempio l’oculistica, la dermatologica, la neurologica, è quasi impossibile».
«La Regione non ha mai fatto nulla fino ad oggi per fare sì che tutte le strutture sanitarie mettessero a disposizione del centro unico di prenotazione la propria agenda, condizione indispensabile ad affrontare il problema liste d’attesa. Così come non ha mai svolto appieno il proprio ruolo di regia del sistema sanitario, ha lasciato che i privati scegliessero le prestazioni più remunerative. Ma questo non è sostenibile e genera ritardi e lunghe attese. Per abbattere le liste d’attesa la Regione deve indicare le prestazioni che i privati devono garantire per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Non si tratta di tagliare loro i fondi, – ha concluso l’esponente dem – ma di esercitare un forte e deciso ruolo di organizzazione e controllo».
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