«Oggi siamo qui perché Regione Lombardia vuole costruire un tavolo di lavoro permanente che progetta e realizza il proprio futuro. A me tocca il compito di proporvi una rotta che posso riassumere intorno a un’idea di Lombardia come terra della conoscenza, del saper fare e delle opportunità».
Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana nel suo discorso di apertura dei lavori di Lombardia 2030, l’evento organizzato da Regione Lombardia, all’hangar Bicocca di Milano, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, delle istituzioni nazionali e regionali, del mondo produttivo, economico e sociale lombardo, per un coinvolgimento a tutto campo sul futuro della regione “motore d’Italia”.
Le parole del governatore Attilio Fontana
«È la Lombardia Smart Land su cui abbiamo lavorato in questi anni – ha spiegato il presidente – che trova un suo compimento e una spinta propulsiva definitiva, perché abbiamo capito che la direzione è quella giusta, ma ci siamo anche resi conto che occorre accelerare senza perdere un minuto. Sostenibile, sicura, connessa, attrattiva, sussidiaria, con più servizi, più equità, più coesione sociale: una regione in cui tutti i territori abbiano opportunità e strumenti per essere competitivi ed attrattivi, ognuno con la sua specificità, compresi quelli più distanti dalle città».
«Una smart land – ha proseguito – connessa in senso digitale e con infrastrutture che permettano mobilità veloce e sostenibile. Trenord e FS sono qui oggi, e a loro chiedo una forte collaborazione per superare le criticità della rete che rende difficile la vita di tanti pendolari. Abbiamo acquistato treni per 2 miliardi, ma i problemi non sono risolti a causa di una rete non adeguata. Non possiamo aspettare ancora per anni, vogliamo che ogni capoluogo lombardo sia collegato a Milano con un percorso di un’ora al massimo».
«Terra della conoscenza – ha detto il governatore – perché dobbiamo batterci allo spasimo non solo per mantenere le nostre eccellenze, ma per moltiplicarle. Le nostre università, i nostri centri di ricerca pubblici e privati, le nostre imprese piccole e grandi. Dobbiamo investire, poi ancora investire e poi, non paghi, investire ulteriormente. Dobbiamo portare qui talenti e trattenere i nostri, dobbiamo convincere il mondo ad affidarci ancora più risorse di quanto già in essere».
«La Lombardia della conoscenza – ha evidenziato – sarà al centro dell’impegno nei prossimi anni, e dovrà costituire l’asse fondamentale di sviluppo sul quale appoggiare gran parte delle iniziative future. Le nostre università sono infatti riconosciute come centri di eccellenza, così come parallelamente lo sono gli ITS, su cui vogliamo continuare ad investire, per rispondere al bisogno di professionalità espressi dalle imprese. Per noi sostenibilità vuol dire maggiore ricerca e innovazione per continuare a crescere».
«Terra del saper fare – ha proseguito Fontana – perché abbiamo l’ambizione non solo di eccellere nell’ideare o progettare, ma perché vogliamo crescere come gigante del fare buona industria, buona agricoltura, buoni servizi. Alle imprese bisogna dedicare ancora più risorse, in una logica di omaggio assoluto al merito e alla legalità, ben consapevoli del fatto che la Lombardia è, innanzitutto grazie a questo tessuto imprenditoriale che è oggi chiamato a battersi nella convulsa partita della globalizzazione, piena certamente di rischi ma non priva di opportunità».
«Infine terra delle opportunità – ha evidenziato il presidente – perché in Lombardia nessuno deve restare indietro. Vogliamo buone chances per tutti e bisogna lavorare per questo. La nostra idea della Lombardia è quella di essere la terra della conoscenza, del saper fare e delle opportunità, in uno scenario in cui lo sviluppo e la crescita possono nascere solo dal virtuoso binomio sostenibilità-innovazione».
«La Lombardia da sempre è abituata a guardare avanti. Il futuro è nostro. Un futuro incerto? Sì, visti gli sconvolgimenti recenti. Ma un futuro da costruire, su basi nuove, proprio come nei periodi più bui della nostra storia. Il cambiamento non è sempre negativo, averne paura significa non coglierne le opportunità di sviluppo. La visione che ci deve accompagnare nell’immaginare il futuro è quella di mantenere fede alle nostre tradizioni, la terra e l’industria, la storia, la cultura e il turismo, ma guardando tutti questi elementi da un punto di vista nuovo, quello che non rimpiange nulla del passato e guarda invece oltre. È una visione sfidante, stimolante, non arrendevole. Proprio come la natura dei lombardi».
«La Lombardia che vogliamo è una regione costruita dalle persone e per le persone. La Lombardia è forte perché è forte il suo tessuto sociale, il tessuto di associazioni di rappresentanza, di ONLUS, di soggetti culturali che la rendono viva. Noi siamo convinti del valore della sussidiarietà, del riconoscere e sostenere quanti riescono a dare risposte e non solo chiedere che qualcun altro lo faccia. Una sussidiarietà orizzontale – ha spiegato il presidente – riconoscendo il ruolo che il privato svolge sia nella sanità che nella scuola e senza il quale saremmo tutti più poveri e con meno servizi, perché il pubblico non avrebbe nemmeno le risorse per riuscire a dare risposte non dico migliori, ma almeno uguali. Una sussidiarietà verticale rispettosa dei Comuni e delle province, come attori del sistema democratico. Ai sindaci chiediamo di guardare oltre il proprio confine amministrativo e concertare strategie che rendano i territori attrattivi».
Le parole del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti
«La Lombardia che ha intrapreso con convinzione il percorso della crescita sostenibile deve continuare a inseguire maggiori livelli di ambizione anche per confermare il proprio ruolo di motore dello sviluppo nazionale che ci permetta di proiettarci con fiducia nel futuro», ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, il varesino Giancarlo Giorgetti, durante il suo intervento a Lombardia 2030.
«Alla Lombardia – ha proseguito il ministro – sono state assegnate risorse per 7 miliardi e mezzo, che hanno consentito di individuare circa 12mila progetti per un valore complessivo di quasi 5,8 miliardi. Il Pnrr è pilastro fondamentale per la crescita da qui al 2026. Tra gli interventi che saranno attuati su questo territorio – ha ricordato – cito il “Piano sicuro verde e sociale”, dedicato all’edilizia residenziale pubblica, e il “programma innovativo sulla qualità dell’abitare”, finalizzato alla rigenerazione urbana sul modello della smart city. Le periferie delle città metropolitane possono, inoltre, contare sui piani urbani integrati e i piani di rigenerazione urbana, che offriranno ai cittadini nuovi servizi attraverso la riqualificazione di strutture pubbliche, viabilità e strutture della logistica».
«Circa un quinto delle risorse per ora assegnate alla Lombardia sono invece destinate a potenziare il trasporto pubblico locale – ha ricordato Giorgetti – che potrà migliorare efficienza con l’impiego di nuovi veicoli a basse emissioni. Governo e istituzioni locali – ha concluso – devono continuare a collaborare per gli obiettivi fissati a lungo termine tra cui rientra sicuramente il Pnrr».
Le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini
«Lombardia non solo motore d’Italia, ma motore d’Europa. E, anche, creatrice di speranze, di sogni che poi diventano realtà e quindi lavoro. Penso alla scommessa olimpica a cui qualche anno fa nessuno credeva e adesso significa strade, impianti sportivi, palestre, innovazione e soldi che rimangono sul territorio. Poi per quello che riguarda le infrastrutture, dalla Pedemontana all’Alta velocità, dalla Vigevano-Malpensa alla sistemazione di ponti sul fiume Po. Insomma, c’è tanto da fare pensando non solo al 2030, ma anche oltre in quanto abbiamo l’onore e l’onere di essere capitale europea dell’innovazione. Quindi, giornate come quella di oggi, che portano il pubblico a confrontarsi con il privato, sono qualcosa di fondamentale», ha dichiarato da parte sua il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di Lombardia 2030.
«Lavori in corso»: è questo il messaggio che il ministro Salvini ha lanciato ai lombardi. «Ma non chiacchiere. Ho incontrato gli amministratori delegati di Trenitalia e Ferrovie dello Stato. È vero che in Lombardia molti e troppi lavori sono stati ritardati, fermati, rinviati e quindi sto accelerando, non da lombardo, ma da ministro. C’è tutto il tema dei passaggi a livello, quello del potenziamento delle linee Milano-Genova. Ci sono tanti dossier sulla scrivania, fermi, e stiamo lavorando per farli partire».
«Dobbiamo superare – ha proseguito Salvini – i signori del “no”. E spero che con l’evento di oggi, partendo dalla Lombardia, si ritrovino i volontari del “sì”. Entro il ponte dell’Immacolata porterò in Consiglio dei Ministri una proposta sul Codice degli appalti. Sarà un Codice degli appalti moderno, snello, semplice. Le procedure troppo lunghe aiutano corrotti e corruttori. Se non si tagliano procedure e burocrazia non si va da nessuna parte».
«Spero inoltre – ha sottolineato Salvini – che a Bruxelles ci sia meno ideologia. La Commissione europea non può imporre alla filiera dell’automotive la produzione di diesel euro 7 entro il luglio 2025 quando già impone che dal 2035 i diesel saranno fuori mercato e fuorilegge: è un suicidio collettivo scelto dall’Europa che porterebbe alla chiusura di migliaia di aziende e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro».
«Pensare di ultimare e rendicontare tutte le opere del Pnrr nel 2026 è puro esercizio di fantasia. Rimodulare modi, tempi e costi è un’operazione di serietà», ha aggiunto il ministro tornando sul tema della burocrazia. «Abbiamo 20 miliardi di euro di budget per fondi europei per le annualità 2014-2020, di questi 20 miliardi il ministero ne ha pagati 2. Spesso i fondi ci sono, ma mancano i progetti e la messa a terra».
Il tema dell’autonomia
«Per attuare davvero una smart land occorre maggiore autonomia, per poter assumere seriamente impegni e responsabilità nei confronti, rendere più efficienti i servizi, pagare di più i nostri medici o i nostri insegnanti, per mettere il pubblico in condizioni di competere, in modo sano, col privato. L’autonomia motivata dal merito – ha sottolineato il governatore Fontana –, è un meccanismo premiante per le regioni che sanno ben amministrare e che comporterà anche un efficientamento delle amministrazioni centrali con l’obiettivo di servizi migliori. Non vogliamo più risorse, vogliamo poter gestire da soli e meglio quelle che ci vengono trasferite».
«L’autonomia è una sfida. Una grande sfida per tutte le regioni, anche per quelle più in difficoltà. Sono convinto che il lavoro del ministro Calderoli proseguirà e che alla fine tutte le regioni viaggeranno più forte. Come Lombardia – ha spiegato – chiediamo di avere più competenze e di poter gestire le risorse economiche che lo Stato utilizza per determinate per attività. Una richiesta che nasce dalla convinzione di poter svolgere il nostro lavoro in modo efficiente, riuscendo anche a risparmiare».
«La Lombardia – ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli – si chiede come può essere ancora più forte. La situazione attuale vede un Paese che viaggia a 4 o 5 velocità. Le lamentele delle Regioni più in difficoltà non nascono dall’autonomia ma dal centralismo, qualunque intervento nell’ambito dell’autonomia differenziata consentirà a tutti di mettersi al livello delle Regioni che marciano in maniera più spedita», ha affermato auspicando anche il ritorno della Provincia come ente intermedio tra Regioni e Comuni: «La parte di programmazione spetta alle Regioni e la parte gestionale ai Comuni, che in moltissimi casi si trovano in difficoltà, io credo che sia necessario ricreare un soggetto Provincia, con un Presidente eletto al suo interno, come soggetto intermedio tra Regione e Comuni».
«L’autonomia – ha evidenziato da parte sua il ministro Salvini – è un provvedimento salvifico per tutti, anche per le regioni del Centro e del Sud martoriate anche in questi giorni, in queste ore, dall’incuria e dalla mancanza di protezione del territorio. L’autonomia significa responsabilizzare chi governa. Quando qualcosa non funziona può essere sempre colpa di qualcun altro. Penso che l’autonomia sia fondamentale e per questo ringrazio il ministro Calderoli perché in questi 36 giorni si è “dannato l’anima” per portare avanti questo progetto».
Le parole del presidente di Confindustria Carlo Bonomi
«L’incontro e il confronto di oggi sulle prospettive di questo territorio al 2030 è l’occasione per discutere su quelli che sono stati i punti nodali, per disegnare le prospettive in Italia e in Europa, alla luce dei grandi e profondi cambiamenti economici e geopolitici che stiamo vivendo», ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria.
«Stiamo vivendo degli eventi dirompenti – ha ammesso – che hanno stravolto gli equilibri nazionali e internazionali. Paghiamo lo scotto di 30 anni di errori sugli asset strategici del paese: energia, difesa, infrastrutture. Il primo obiettivo: non commettere più gli errori del passato. Dobbiamo riuscire a ritagliarci un ruolo centrale nella ridefinizione di quelle che sono le geografie economiche e politiche in atto».
«Le imprese italiane si sono rivelate capaci di risultati eccezionali – ha spiegato Bonomi –: penso ai 581 miliardi di export dell’anno scorso, un record storico, agli ottimi risultati dell’export dei primi due trimestri di quest’anno a differenza dei nostri competitor Germania e Francia. E in questo quadro la Lombardia ha fornito il contributo più ampio alla crescita dell’export su base annua, quasi 81 miliardi di euro. La Lombardia è sempre stato il baricentro dell’economia italiana per due ragioni fisiologiche: la posizione geografica, siamo centrali rispetto all’Italia e all’Europa. La seconda è una questione di peso: Regione Lombardia rappresenta il 22% dell’economia nazionale, e ospita il nocciolo duro della manifattura, del terziario industriale, della ricerca applicata, la Lombardia è il cuore e la porta dell’internazionalizzazione del Paese».
«La parola d’ordine dell’evento di oggi non a caso è connessione – ha aggiunto Bonomi – per garantire quella competitività dell’impresa italiana bisogna partire proprio da qui, e in questo la Lombardia è la regione più virtuosa in Italia. Quindi le connessioni infrastrutturali sono una delle priorità che deve avere Regione Lombardia per essere al centro del mondo. L’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa che da solo fa più del 50% del traffico cargo a livello italiano – ha concluso Bonomi – è un tassello fondamentale nella competizione per la conquista di spazi e connessioni globali».
Le parole del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli
«I numeri della Lombardia, in termini di crescita ed export, nonostante la crisi, ci permettono di guardare alle prospettive con ragionevole speranza», ha affermato invece Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. «Nella Lombardia che guarda al 2030 bisognerà confermare e consolidare il confronto tra istituzioni e parti sociali mai mancato in questi anni. Regione Lombardia si è dimostrata nel corso del tempo un partner importante, anche grazie all’Accordo di programma sulla Competitività. Questa scelta si è dimostrata una buona prassi in termini di governance per la crescita del territorio».
Le parole della ministra del Turismo Daniela Santanchè
«La Lombardia è una regione a vocazione turistica, ma come ha detto il presidente Fontana, dobbiamo essere più ambiziosi, avere più coraggio – ha sostenuto la ministra del Turismo Daniela Santanchè – Qui ci sono tantissime cose interessanti per attrarre flussi turistici: pensiamo alle montagne. Proprio la scorsa settimana, insieme all’assessore Magoni, abbiamo inaugurato la stagione invernale delle montagne lombarde. In quell’occasione ho capito che Regione Lombardia si sta muovendo nella direzione giusta perché ha lavorato in sinergia con i Comuni per ampliare l’offerta turistica».
La Lombardia è montagna, ma anche moda, design, enogastronomia e soprattutto affari: «Il turismo del business con Fiera Milano – ha precisato – genera più di 8 miliardi a livello nazionale. Di questi, ben 4,3 miliardi si sviluppano e rimangono in regione Lombardia ponendola ai vertici a livello italiano. Il turismo deve essere la prima industria italiana ma dobbiamo essere coraggiosi e sfidanti, – ha ammesso Santanchè – avere quella visione di medio e lungo periodo che è fondamentale per passare finalmente dalle parole ai fatti».
Riguardo poi all’equilibrio tra Regioni e Stato centrale sulla promozione turistica, la ministra ha sottolineato la necessità «di coordinamento perché tutte le regioni non devono dimenticare che il marchio “Made in Italy”, “Italia” è il terzo marchio al mondo».
Menzionando i fondi del PNRR sul digitale, Santanchè ha spiegato che «il Ministero del Turismo sta lavorando su un’app dotata di geolocalizzazione, ma le Regioni devono fornire i contenuti. Troppo spesso in Italia si parla di risorse ma poi ci vuole l’esecution, altrimenti accade che non siamo in grado di spendere tutti i soldi disponibili».
Infine, sul turismo sportivo, Santanchè ha concluso ribadendo che con le Olimpiadi Milano Cortina 2026 «abbiamo un’occasione straordinaria, sia in termini di investimenti che di partecipazione del mondo, ma come ha detto il presidente Fontana bisogna avere ambizione».
Le parole del presidente di Coldiretti Ettore Prandini
«Regione Lombardia sarà ancora una volta capofila delle sfide che ci attendono. Il presidente Fontana sarà chiamato nei prossimi anni a mettere la Lombardia nelle condizioni di tracciare la strada in tema di innovazione», ha dichiarato Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti.
«Oggi dobbiamo ragionare in termini di filiera, – ha continuato – con la grande distribuzione e la cooperazione. Se parliamo di energia, giustissimo investire sulle rinnovabili, ma non basta. La Lombardia con coraggio può parlare di nucleare di nuova generazione. In tema di infrastrutture, le nuove opere devono interagire tra di loro. La Lombardia con lungimiranza punti a implementare le reti dati non solo nelle grandi città ma anche nelle aree interne, per combattere spopolamento e favorire la tenuta dei nodi idrogeologici. Ci attendono sfide di grande importanza: dobbiamo lavorare per migliorare anche l’accumulo delle risorse idriche e il funzionamento delle reti, su cui abbiamo ancora tanta fragilità».
«La Lombardia deve avere un suo patrimonio di dati, occorre creare le condizioni perché si possa farlo in Europa – ha osservato Prandini –. Serve una terza piattaforma blockchain europea, con una sede in Lombardia visto il suo peso in tutti i settori produttivi». In tema di Pnrr, ha aggiunto il numero uno di Coldiretti, «non dobbiamo sprecare neppure un centesimo, chi rischia con la progettualità in ritardo sono i Comuni; Regione Lombardia potrebbe divenire punto di riferimento unico per la pianificazione di progetti di carattere strategico per il nostro territorio».
«La seconda forza in Europa come filiera agroalimentare merita un grande progetto – ha detto in conclusione Prandini –. Dobbiamo realizzare qui una “food valley”, un luogo di incontro e formazione per le professionalità che serviranno a tutta la filiera. Occorre formazione continua e costante, anche una volta usciti da circuiti tradizionali della scuola. Anche in questo ambito saremo a fianco della Lombardia, che da sempre è stata punto di riferimento per il nostro paese. Noi abbiamo bisogno di chi traccia la strada».
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