Un futuro senza sigarette. Progetto ambizioso ma raggiungibile secondo i piani di Marco Hannappel, il presidente e ad di Philip Morris Italia, che in una intervista al Corriere della Sera ha spiegato quali sono i prossimi obiettivi della multinazionale del tabacco e in quale misura hanno a che fare con il nostro Paese.
E’ in Italia, per la precisione a Bologna, che Philip Morris possiede uno dei più importanti stabilimenti al mondo nella produzione dei tabacchi da inalazione, ha sottolineato Hannappel. Ed è in Italia, proprio sullo stabilimento emiliano, che l’azienda lo scorso anno ha dato il via ad un investimento triennale del valore di 600 milioni di euro per l’aggiornamento dei macchinari.
Lo scopo è potenziare l’offerta dei dispositivi che riscaldano il tabacco senza combustione, che attualmente rappresentano una delle principali alternative alla sigaretta tradizionale. Hannappel, presentando un nuovo modello del dispositivo, in uscita a dicembre, ha raccontato al Corriere che l’investimento genererà circa 8 mila posti di lavoro, i quali andranno ad aggiungersi ai 38 mila già presenti nelle filiere del settore, che generano un contributo per l’economia italiana da quasi 9 miliardi di euro l’anno.
Sempre a proposito di numeri, il presidente di Philip Morris Italia ha evidenziato che nel mondo sono quasi 20 milioni i fumatori passati ai dispositivi di Philip Morris che riscaldano il tabacco, e che 2,5 milioni si trovano in Italia. L’auspicio di Hannappel è che l’Italia, nel giro di 10 anni e con l’aumento costante di fumatori che utilizzano i sopra citati dispositivi, possa diventare il primo Paese al mondo senza sigarette. Con un report risalente allo scorso maggio (qui i dettagli) l’Istituto Superiore di Sanità ha quantificato in 12,5 milioni i fumatori in Italia, e il numero di coloro che utilizzano tabacco riscaldato è triplicato nel 2022 rispetto al 2019.
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