Lo storico Brunello Vigezzi, autorevole studioso della Grande Guerra, che ha dedicato importanti ricerche al dibattito tra interventisti e neutralisti, e dell’Italia giolittiana, è morto ieri a Milano all’età di 92 anni. Nato a Brezzo di Bedero, in provincia di Varese nel 1930, si era laureato in Lettere a Milano nel 1955 e divenne allievo nel 1958 dell’Istituto di Studi Storici “Benedetto Croce” di Napoli.
Dal 1955 al 1962 fu coordinatore del Seminario di Specializzazione in storia delle relazioni internazionali presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano. Diresse quindi il Gruppo di lavoro su “Politica Estera e Opinione Pubblica” presso l’Istituto di Storia Medioevale e Moderna dell’Università di Milano. Incaricato di Storia delle Dottrine Politiche e di Storia Contemporanea a Milano dal 1964, diventò ordinario di Storia moderna presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Milano dal 1971 al 2005, dove venne altresì chiamato a dirigere dalla fondazione sino al 2005 il Centro per gli Studi di Politica Estera e Opinione Pubblica.
Dal 1980 al 1989 diresse l’Istituto di Storia Medioevale e Moderna dell’Università di Milano. Fu membro del Comitato scientifico dell’Istituto di Studi Storici “Benedetto Croce” di Napoli, dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano, della Giunta Centrale per gli Storici, e della Commissione per la pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani.
E’ stato anche uno dei maggiori innovatori in Italia della storia delle relazioni internazionali a partire dagli anni ’60, soprattutto grazie ai suoi studi sul ruolo dell’opinione pubblica nelle scelte di politica estera.
«La morte di Brunello Vigezzi priva il panorama storiografico italiano di una figura autorevole che ha compiutamente studiato il primo Novecento», commenta il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. (Foto © La Prealpina)
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