Luino | 2 Novembre 2022

Monteviasco, i parlamentari del territorio uniti per soluzione che ponga fine all’isolamento

Dopo gli articoli e i video, pubblicati da Prealpina, RSI e Corriere del Ticino, la proposta è arrivata dal senatore leghista Candiani, raccolta dall'onorevole Pellicini. Ma chi gestirà la funivia?

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«Su Monteviasco Stefano Candiani ha assolutamente ragione e apprezzo la sua proposta di riunire i parlamentari del territorio per trovare una soluzione definiva che permetta al borgo di uscire dall’isolamento. Ritengo che, essendo economicamente non conveniente per un privato gestire la funivia, debbano essere le istituzioni pubbliche a farsene completamente carico. E non penso ovviamente al piccolo Comune di Curiglia, ma degli enti superiori».

A dirlo, questa mattina, è il neo deputato di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Luino, Andrea Pellicini, in merito al dibattito e alle polemiche suscitate dall’articolo pubblicato negli scorsi giorni da “Prealpina” e ripreso successivamente, con articoli e video, anche dalla stampa ticinese, come RSI e “Corriere del Ticino”, riguardante la richiesta di Monteviasco, da parte degli abitanti, di annessione alla Svizzera.

La località Monteviasco, infatti, da quasi quattro anni è isolato dal resto del paese, a causa dell’incidente che ha portato al blocco della funivia, unico mezzo per raggiungere il piccolo e caratteristico borgo, nel quale oggi si può arrivare solo grazie ad una mulattiera che conta oltre 1.200 gradini. Il rilancio del “villaggio” di montagna passa necessariamente dalla riattivazione dell’impianto di risalita, al momento però non possibile a causa dell’assenza di un gestore in grado di farsi carico dell’attività.

«Stiamo parlando di una situazione quasi unica in Lombardia, di un paese non collegato alla rete viaria, di una preziosità culturale e turistica nel panorama delle nostre montagne – prosegue ancora Pellicini -. Non possiamo pensare che l’Italia non sia in grado di fare funzionare una piccola funivia. Concordo anche sulla proposta che i parlamentari, a prescindere dalla loro collocazione politica, collaborino anche per affrontare le gravi difficoltà in cui versa tutto il territorio del luinese, dalla viabilità ai collegamenti ferroviari, dalla preoccupante desertificazione industriale al tema degli incentivi fiscali per non perdere continuamente manodopera in favore della vicina Svizzera. Ne ho già parlato anche con il Ministro Giorgetti che ha assicurato il suo personale sostegno. Insomma è necessario fare sistema costruendo un ‘fronte del nord della provincia di Varese’, capace di combattere le pulsioni attrattive verso Milano e la Svizzera».

Negli scorsi giorni era stato proprio il senatore Stefano Candiani a lanciare la proposta ai suoi colleghi parlamentari: «Gli abitanti di Monteviasco hanno ragione. È ora di dare una seria risposta, perchè non può essere che di questo piccolo borgo del Luinese lo Stato si ricordi solo quando magari accade qualche fatto eclatante. Il ragionamento poi, in proporzione vale anche per l’alto Varesotto, come per molte terre di frontiera considerate gli estremi dell’impero, tranne per esigere le tasse».

«Ragionamenti vetero leghisti – si chiede il senatore -? No, direi piuttosto la constatazione che la situazione di questi territori non è ancora cambiata. A riguardo è dal 2013 che insisto sul riconoscimento di una ZES, ovvero una zona economica speciale con sgravi e agevolazioni contrastare spopolamento e impoverimento di tutte le aree di confine con la Svizzera poste tra le provincie del Verbano Cusio Ossola, Varese, Como e Sondrio. Per anni ho fatto fatica a far comprendere l’importanza di questa proposta che era portata avanti solo della Lega; ora il territorio pare più maturo per fare anche gioco di squadra per portare a casa qualche risultato serio».

«Ne parlerò nei prossimi giorni anche con gli altri parlamentari eletti in provincia di Varese, a prescindere dalla loro appartenenza politica, pronto a collaborare con chiunque ci starà. Poi vedremo chi ci sarà e chi invece preferirà mettersi alla finestra a guardare. Stessa richiesta di collaborazione naturalmente rivolgerò anche a tutte le istituzioni socio-economiche del territorio. Io ci sono. Chi ci sta?», conclude Candiani.

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