(da Varesenoi.it) Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l’associazione La Varese Nascosta. Oggi, 1° novembre, pubblichiamo un contributo speciale in occasione della festività di Ognissanti.
Come è scritto nella presentazione del sito dell’associazione nata nel 2015 anche grazie all’indimenticabile Andrea Badoglio, “portiamo alla luce la Varese sotterranea, storica, misteriosa, sconosciuta e nascosta, con le sue tradizioni e origini che si stanno perdendo. Rintracciamola, scopriamola e cerchiamo informazioni su tutta la Provincia”.
Andiamo dunque alla scoperta di un dolce che compare nelle vetrine dei negozi in occasione della festività di Ognissanti. Tutto nasce in alcune pasticcerie della zona di Milano…
Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, accade di avvistare un dolce molto particolare nelle vetrine delle pasticcerie della zona di Milano.
Dalla forma allungata, a base di biscotti secchi, cacao e pinoli, è il pan dei morti, prelibatezza nata sotto la Madonnina e che da tempo immemore, viene preparata in occasione di Ognissanti.
Caratteristico di Milano, in realtà questo dolce di origini antichissime è diffuso in tutto il Nord Italia.
Per raccontarvi la sua storia, come sempre, partiamo da molto lontano…
Si dice che già gli antichi greci offrissero un antenato di questo dolce a Demetra, la dea delle messi, per far sì che il raccolto fosse buono.
In Italia invece, sin dai tempi più antichi, si celebravano i morti offrendo pane, dolci, frutta o altri cibi a parenti ed amici o ai poveri del villaggio. Diversi sono i riti in occasione della commemorazione di un defunto. Queste usanze erano conosciute anche nella Svizzera italiana.
Le origini del “Pan dei Morti” sono, probabilmente, da ricercare nella cultura contadina con le credenze popolari legate alla commemorazione dei defunti. In Lombardia, e soprattutto nella zona di Milano, ad esempio, si riteneva che, ogni anno, con la stessa ciclicità del lavoro sui campi, le anime dei cari estinti si ripresentassero nelle loro case abbandonando temporaneamente l’oltretomba. Per offrire loro ristoro e per render loro omaggio durante queste visite, si era soliti preparare del pane dolce tradizionale da mettere in tavola come se i defunti dovessero accomodarsi assieme ai loro parenti ancora in vita.
La ricetta che veniva preparata per l’occasione, non a caso, veniva, e viene ancora, chiamata Pane dei Morti, una sostanziosa prelibatezza a base di biscotti secchi sbriciolati e frutta secca. I soli ingredienti evocano l’evidente necessità di ricavare un alimento nutriente utilizzando ciò che si trovava in casa e, come spesso avviene per numerosi piatti della tradizione povera, il risultato era comunque estremamente gustoso. Col passare del tempo a questi ingredienti si sono aggiunti il cacao e le mandorle, arrivati in Europa solo in tempi più recenti.
In alcune zone vicino al Luganese invece si teneva la «cerca del pane dei morti», una festa in cui bambini e ragazzini bussavano di porta in porta per reclamare un tozzo di pane. Anche i più poveri offrivano qualcosa, e spesso assieme al pane nero venivano date anche noci, nocciole, pere e mele essiccate, nespole e fichi secchi. Come avrete notate erano tutti ingredienti che oggi troviamo nel comune pan dei morti lombardo.
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