Porto Ceresio | 27 Ottobre 2022

Il porfido di Cuasso per il lungolago di Porto Ceresio

Tradizione locale e decoro nell'intervento appena completato. Prestifilippo: «Materiale che è fiore all'occhiello per il territorio». Addio alle piccole fasce d'erba tra piazza e spiaggia

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Una pietra vulcanica particolarmente dura, estratta dalle cave della Valceresio già alla fine dell’Ottocento e impiegata inizialmente per semplici opere di muratura; poi per opere militari, durante la Grande Guerra, fino al boom degli anni Quaranta con il via alla produzione di cubetti per il rivestimento in porfido delle principali strade della provincia. E’ a questo punto che il materiale smette di essere una semplice pietra locale e diventa “l’oro rosso di Cuasso al Monte“.

D’obbligo i cenni storici per inquadrare la scelta fatta dall’amministrazione di Porto Ceresio per la riqualifica di un tratto di lungolago, quello che va dalla piazza Bossi alla spiaggia Fiammetta. Qui le strisce di verde che fino a pochi giorni fa sorgevano a lato della camminata, sono state eliminate per fare spazio ai cubetti di roccia estratta e lavorata nel vicino borgo, per un intervento tutto all’insegna della tradizione e della valorizzazione delle eccellenze che appartengono al territorio dell’alto Varesotto.

«Il porfido di Cuasso è un vero fiore all’occhiello, un materiale ormai richiesto in tutta Italia e utilizzato anche per la realizzazione di piazze in vari paesi d’Europa – sottolinea il sindaco di Porto Ceresio, Marco Prestifilippo – Abbiamo scelto il porfido per il legame storico con la valle, ma anche per una questione estetica – precisa il primo cittadino – Il colore della pietra crea infatti una continuità cromatica con le fioriere che si trovano a lato della camminata».

Importante anche l’aspetto funzionale ed ambientale dell’intervento, che ha interessato quasi 200 metri di passeggiata, dove i tratti in erba erano diventati un riferimento fisso per le deiezioni canine, con tutto ciò che questo comporta a livello di immagine, e non solo, per un luogo così centrale e frequentato del paese. «Abbiamo tenuto conto anche di questo aspetto igienico sanitario – aggiunge in conclusione Prestifilippo – senza dimenticare che con i bilanci che abbiamo la gestione del verde, purtroppo, non è sempre impeccabile».

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