Che ne sarà del “vecchio” stadio di San Siro? È la domanda che da qualche anno aleggia su Milano e che preccupa sempre più la schiera dei tradizionalisti, visto che sia l’Inter che il Milan sono rimaste ferme nelle loro intenzioni e hanno portato avanti il progetto congiunto per la costruzione di un nuovo impianto.
Inaugurato ufficialmente 94 anni fa, esattamente il 19 settembre 1926, e intitolato all’ex campione nerazzurro Giuseppe Meazza, lo stadio di San Siro è divenuto ben presto uno dei principali simboli sportivi e culturali della città.
Alla fine, però, dopo un lungo tira e molla con il Comune di Milano, si sarebbe arrivati alla scelta definitiva della demolizione: del vecchio San Siro non dovrebbe rimanere più nulla, mentre i due club giocheranno le loro partite casalinghe nel nuovo stadio, rinominato la “Cattedrale“, frutto del progetto degli architetti di Populous.
Obiettivo seconda stella prima del nuovo stadio, avversarie permettendo
Le prossime cinque o sei stagioni saranno quindi con tutta probabilità le ultime nelle quali Inter e Milan calcheranno il prato del Meazza.
Entrambe le squadre sperano ovviamente di regalarsi la seconda stella del ventesimo scudetto prima di scendere in campo nel nuovo stadio, un obiettivo non semplice quest’anno, data una concorrenza più agguerrita e l’avvio in salita (sia gli uomini di Pioli che quelli di Inzaghi hanno fatto registrare meno 5 punti nelle prime 7 giornate rispetto alla passata stagione), sebbene la fiducia degli addetti ai lavori verso i due club rimanga comunque inalterata, come testimoniano anche le quote dedicate allo sport di William Hill, con il Milan, in questo fine settembre, considerato ancora la favorita numero uno per la vittoria finale del titolo e l’Inter subito dietro in seconda fila, davanti nell’ordine a Napoli, Juventus e Roma.

Nel vecchio San Siro la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026
Dopo gli ultimi incontri positivi a Palazzo Marino, la strada sembra essere tracciata: la Cattedrale verrà inaugurata nella stagione 2027-2028 e immediatamente dopo verrà abbattuto il Meazza, del quale non verrà conservata né rifunzionalizzata alcuna parte.
Entro il 2030 saranno completati anche i lavori del comparto sportivo-commerciale plurivalente, mentre la cerimonia di apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sarà ospitata, seguendo il programma originale, nell’attuale stadio.
Semaforo verde alla demolizione anche da parte del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, secondo cui gli stadi, al di là dell’intrinseco valore storico, in termini di infrastrutture debbano rispettare determinati standard, motivo per cui in un’intervista a Radio Rai si è detto favorevole all’abbattimento del Meazza “a patto che i due club abbiano uno stadio all’altezza”.

Il progetto di Populous, dall’omaggio a Milano alla riqualificazione dell’area
Il progetto di Populous vuole infatti offrire a Inter e Milan una casa ben riconoscibile, riqualificando allo stesso tempo l’intera area di San Siro.
La Cattedrale, avvolta da un’elegante facciata in vetro, prende ispirazione dai due luoghi più iconici di Milano, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, mentre l’utilizzo di installazioni tecnologiche ne trasformerà l’aspetto estetico, a seconda della squadra impegnata in casa: un serpente fatto solo di una luce azzurra abbraccerà tra le sue spire la struttura durante le partite dell’Inter, mentre riflessi che ricordano fiamme e che saranno sprigionati dalle profondità dell’edificio, segnaleranno le sfide del Diavolo.
Nel nuovo distretto, di cui lo stadio formerà il fulcro, i tifosi saranno accolti anche con bar, ristoranti e negozi. Ma il piano è anche quello di dare vita all’impianto più eco-sostenibile d’Europa, con 22 acri di spazi verdi permeabili a circondare il nuovo stadio. Il futuro è dunque oggi e, nonostante il normale attaccamento al passato, potrebbero alla fine essere in pochi a rimpiangere davvero il caro vecchio San Siro.
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