Luino | 3 Ottobre 2022

A Luino un corso di pesca a mosca con l’ASD Pescatori Alto Verbano e il Fly Club Varese

Dal 5 ottobre via alle lezioni in collaborazione con il Fly Club di Varese. “Ottima opportunità per imparare una tecnica unica e nobile”. Ecco i dettagli

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L’ASD Pescatori Alto Verbano, in collaborazione con il Fly Club di Varese, ha organizzato un corso di pesca a mosca che inizierà mercoledì 5 ottobre.

Le lezioni si terranno nella palestra comunale delle scuole primarie di Luino ogni mercoledì fino al 7 dicembre, dalle 21.00 alle 23.00 e gli allievi saranno seguiti dai maestri del rinomato club provinciale.

Dal lancio base ai quelli più efficaci nelle situazioni di pesca più difficili, il corso è rivolto specialmente a chi già pesca ma vuole dedicarsi ad una tecnica antichissima e moderna allo stesso tempo, sportiva ed estremamente rispettosa del pescato e dell’ambiente. Un nuovo modo di conoscere e vivere la natura e praticando la pesca sportiva.

«Era un progetto che avevamo in mente da molto tempo – affermano i volontari dell’ASD Pescatori Alto Verbano – Ci teniamo a ringraziare il Fly Club Varese per la grande disponibilità e l’amministrazione comunale per l’aiuto logistico. Speriamo che gli interessati siano numerosi. È una occasione unica per avvicinarsi ad una tecnica di pesca fantastica, antica e planetaria».

La pesca a mosca è infatti tra le prime forma di attività per il sostentamento dell’uomo. Dal Giappone a quelle più famose anglosassoni alle varianti italiche, più che una tecnica di pesca è una disciplina a parte, fatta di dedizione, studio e allenamento.

La tecnica della pesca a mosca ha infatti origini molto antiche e alcuni scritti che descrivono questo tipo di pesca risalgono al 200 d.C. quando la pesca veniva svolta esclusivamente per sfamarsi e nel tempo la tecnica si è evoluta e raffinata, passando da lenze fatte con crini di cavallo a quelle in fili di seta (1682), per giungere ai nostri giorni a quelle in materiale sintetico chiamate “coda di topo”, ed è proprio questa con il suo peso che permette di lanciare la mosca finta a buone distanze e dove la difficoltà sta nel farla posare in modo naturale sull’acqua.

Le prime notizie certe su questo tipo di pesca risalgono al 1496 (“Treatyse of angling with an angle”) con la descrizione di una canna in bambù, di una lenza composta da nove crini di cavallo e dodici mosche imitanti insetti naturali. Pare però che già agli inizi del 1500 in Italia fosse usato il sistema di pesca noto come valsesiano che utilizzava il filo di seta conosciuto come il “crine di Firenze”. La terminologia tecnica è prevalentemente in inglese in quanto sin dal 1500 furono i britannici ad esaltare questa tecnica con continue pubblicazioni che ne aggiornavano le caratteristiche.

Ma dove sta la differenza tra questo tipo di pesca e tutte le altre? La particolarità della pesca a mosca, nota in tutto il mondo con il nome di “Fly fishing”, sta nel dare alla pesca non un valore quantitativo ma esclusivamente qualitativo, esaltando la singola cattura che sovente viene rilasciata senza danno e sviluppando in chi la pratica il senso di protezione e di osservazione della natura che porta il pescatore ad una maggiore attenzione per ciò che lo circonda ed in particolare alla relazione tra le specie ittiche e gli insetti e conseguentemente alla costruzione delle  loro imitazioni.

La pesca a mosca è l’unica tecnica che permette di liberare il pesce sicuramente senza procurargli danno in quanto la mosca finta colpisce quasi sempre a fior di labbra e al pesce non vengono mai causati danni irreversibili. Questo modo di praticare la pesca permettere di utilizzare, molto meglio degli altri, il “Catch and release” (prendi e rilascia) o “No Kill” che dir si voglia.

Il fascino di questo tipo di pesca, oltre all’eleganza del volteggio della lenza (coda di topo) sta nell’ingaggiare una sfida con un singolo soggetto quando rifiuta l’imitazione dell’insetto e cercare, grazie all’osservazione, l’imitazione dell’insetto più opportuno da utilizzare.

«Ci piacerebbe che frequentassero le lezioni anche bambini e ragazzi. La pesca a mosca è fatta di grandi insegnamenti, rispetto per il pescato e soprattutto necessita di una grande conoscenza del fiume e dell’ambiente naturale. La sua base teorica è estremamente complessa e affascinante», terminano i volontari dell’ASD.

La quota di iscrizione è 50 euro a persona (€ 30,00 fino a 21 anni) con l’opportunità di usufruire di tutto il materiale indispensabile all’apprendimento. Le iscrizioni dovranno pervenire all’associazione entro il 3 ottobre. Per maggiori informazioni è possibile contattare il 3496119883 o scrivere a asdpescatorialtoverbano@gmail.com.

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