La riapertura delle scuole, senza più mascherine obbligatorie in classe, ha sicuramente influito sul nuovo aumento di contagi di Covid-19 che si è registrato in queste ultime due settimane, anche nel Varesotto.
È la stessa ATS Insubria a confermare il trend in risalita, definito «netto»: tra il 22 e il 28 settembre, infatti, i casi appaiono raddoppiati rispetto alla prima settimana del mese, con un aumento di incidenza nelle fasce di età più giovani. Nella sola provincia di Varese, i casi individuati in questa fascia temporale sono 2.799.
Anche l’indice RDt, di nuovo sopra l’1,5, rappresenta un’ulteriore conferma di quella che è la situazione attuale, dove comunque il livello dei ricoveri per coronavirus rimane sempre molto basso.
In aumento anche l’incidenza che, al 24 settembre, nella fascia dell’alto Varesotto, vede il Luinese con un valore di 212 casi per 100mila abitanti, l’Arcisatese con 253 e il Lavenese con 359 (il più alto di tutto il territorio).
Per quanto riguarda le scuole, fra il 19 e il 25 settembre sono state poste in sorveglianza 153 classi, di cui 67 in provincia di Varese: ciò significa che in ciascuna di queste classi è stato rilevato almeno un caso di contagio. Nello specifico si tratta di 17 classi nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, 16 nelle primarie, 24 nelle secondarie di primo grado e 10 in quelle di secondo grado.
Da venerdì 30 settembre, inoltre, è decaduto l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici, tuttavia, commentano da ATS Insubria, «appare ancora consigliabile l’uso della stessa in tutte quelle situazione di affollamento che, inevitabilmente possono favorire il contagio. Queste misure sono un atto di protezione per le fasce di cittadini più fragili con le quali chiunque può venire a contatto e trasmettere il virus».
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