Luino | 20 Settembre 2022

Luino, in fase di avvio i progetti con i percettori del Reddito di Cittadinanza

Approvato dalla giunta il relativo documento di indirizzo, mentre nel Luinese sono 121 le domande in analisi per i PUC. Brocchieri: «Non solo obbligo, ma occasione di inclusione e crescita»

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Nei 24 Comuni che costituiscono l’Ambito del Piano di Zona di Luino, i PUC (Progetti Utili alla Collettività) sono 318: è già stata avviata la procedura di analisi di 121 domande e sono in avvio 47 progetti. È questo quando fa sapere l’assessora ai Servizi Sociali del Comune di Luino Elena Brocchieri, in risposta al tema sollevato nella lettera inviata alla nostra redazione da Marco Massarenti, pubblicata ieri.

La proposta lanciata dal luinese, presidente della Federazione Sport e Tempo Libero di Unimpresa, era quella di sfruttare questa possibilità dando modo ai percettori del Reddito di Cittadinanza di svolgere attività che andassero a contrastare il degrado urbano e, dunque, a migliorare la propria città in prima persona.

«I beneficiari del Reddito di Cittadinanza – spiega Brocchieri – sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla Collettività (PUC) nel Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività: i progetti, infatti, saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti e in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego presso il Servizio sociale del Comune o, più in generale, dall’equipe che si occupa di Redditi di Cittadinanza».

Ciò che viene previsto, infatti, è una coerenza tra le caratteristiche dei progetti e le competenze dei percettori del RdC. I beneficiari possono fornire le proprie preferenze in riferimento alle aree di intervento dei progetti medesimi, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività (aumentabili sino ad un numero massimo di 16 ore settimanali con il consenso di entrambe le parti), e gli operatori dei servizi presentano ai beneficiari le caratteristiche dei progetti disponibili nell’area prescelta.

Le attività che vengono svolte in questi frangenti non sono assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo, trattandosi di attività che il beneficiario del RdC è tenuto a prestare e non danno luogo ad alcun ulteriore diritto, e i progetti comportano l’organizzazione di attività non sostitutive di quelle ordinarie, legate all’individuazione di uno specifico obiettivo, da raggiungere in un intervallo di tempo definito, e relative agli ambiti sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo, tutela dei beni comuni e altre attività di interesse generale.

Come chiarisce l’assessora luinese, tali progetti possono riguardare sia una nuova attività, sia il potenziamento di un’attività esistente e dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità, tenendo conto anche delle opportunità che le risposte a tali bisogni offrono in termini di crescita delle persone coinvolte. Ferma restando la possibilità di svolgerli in gestione associata, la titolarità è dei Comuni, che sono responsabili dell’approvazione, dell’attuazione, del coordinamento e del monitoraggio dei progetti, anche con l’apporto di altri soggetti pubblici e del privato sociale.

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