Autobus pieni e disagi per i passeggeri delle linee del trasporto pubblico locale che interessano le valli dell’alto Varesotto.
La criticità è particolarmente sentita in questi primi giorni di ritorno agli orari scolastici, come descritto dettagliatamente in una lettera inviata alla nostra redazione da una mamma di Cugliate Fabiasco, alle prese con le difficoltà quotidiane della figlia studentessa.
Articolata la risposta giunta nelle scorse ore proprio da Autolinee Varesine, che prende in esame diversi fattori: le difficoltà che ogni anno si ripresentano con il ritorno agli orari scolastici, alle quali segue generalmente una fase di assestamento; l’impossibilità di garantire il servizio offerto in epoca covid, quando il servizio stesso è stato oggetto di potenziamenti legati all’emergenza sanitaria, e gli utenti erano di meno; i problemi cronici riguardanti i pochi investimenti nel settore del servizio pubblico locale e, infine, le incognite relative a tutti gli orari degli istituti scolastici, variazioni incluse.
La lettera inviata dal genitore alla redazione.
Sono la mamma di una ragazza di Cugliate Fabiasco che frequenta il terzo anno di un istituto tecnico a Varese. Per recarsi e tornare da scuola, utilizza la linea N11(a volte N10) di Autolinee Varesine con non poche difficoltà.
Al mattino risulta impossibile salire sui mezzi che passano per Marchirolo alle 6,48 (sempre in ritardo), già completamente pieni: impossibile trovare posto a sedere e a volte risulta impossibile persino salire sull’autobus, che a seconda del “carico” non apre le porte o non si ferma nemmeno. Il viaggio di ritorno, in partenza da Varese alle ore 12,25, risulta leggermente più tranquillo ma comunque con autobus pieno.
Oggi mia figlia si è recata alle 13,20 alla fermata davanti a Zara a Varese per cercare di tornare a casa da scuola (la seconda fermata in ordine cronologico dopo la stazione di Varese). Il primo mezzo, linea N10 per Luino, invece di passare alle 13,27/13,30 è arrivato in ritardo completamente pieno con scarse possibilità di salire. Il mezzo successivo, linea N11 per Ponte Tresa, anch’esso in ritardo, era ancora più pieno del precedente con gente in piedi che bloccava completamente il corridoio impedendo di poter accedere al mezzo. E’ stato chiesto all’autista se fossero previste altre corse per Ponte Tresa, è stata data risposta affermativa e quindi tutti i ragazzi che non erano riusciti a salire, sono rimasti alla fermata in attesa dell’autobus successivo. Che non è mai arrivato. Ci è poi stato riferito da altri ragazzi fermi alle fermate successive, che nessuno di questi due mezzi si era fermato.
Hanno dovuto aspettare l’arrivo del pullman delle 14,35, riuscendo a salire sulla linea N10 per Luino che comunque risultava già quasi piena, mentre il pullman per Ponte Tresa era già completamente pieno. Noi paghiamo più di 60 euro al mese per un servizio che non esiste. Chiediamo, per cortesia, di non essere presi in giro con la scusa dell’orario scolastico provvisorio: tutte le scuole (o quasi) iniziano le lezioni alle ore 8, e terminano le lezioni tra le ore 12 e le 13. Io utilizzavo la stessa linea trent’anni fa ed era difficile anche allora trovare posto sugli autobus, possibile che in trent’anni non si sia trovata una soluzione ? Anzi, possibile che la situazione sia ulteriormente peggiorata?Mi auguro che andare e tornare da scuola non continui ad essere una “guerra”.
Di seguito la risposta di Autolinee Varesine.
Anzitutto, al mattino vi sono quattro autobus che, nel giro di pochi minuti, servono la Val Marchirolo in direzione Varese: uno parte proprio da Marchirolo Acquedotto, un altro da Lavena Ponte Tresa e transita all’interno dei paesi, un terzo da Cugliate per caricare anche i passeggeri di Fabiasco e il quarto, in partenza alle 6.50 da Ponte Tresa e in transito anch’esso da Marchirolo paese, passa ovviamente qualche minuto dopo, ma trasporta anch’esso un numero significativo di passeggeri. Passeggeri che, appunto, sono tanti: ma al mattino, tutti vengono regolarmente trasportati verso Varese.
Il fatto che sia “impossibile” trovare posti a sedere è purtroppo inevitabile: del resto gli autobus viaggiano al 100% della capienza complessiva e ciò presuppone che tutti i posti, comprese le diverse decine di posti in piedi per cui ciascun mezzo è omologato, vengano regolarmente occupati.
Indubbiamente gli ultimi due anni offrivano un’immagine poco realistica del servizio, in quanto la combinazione tra un servizio potenziato per le risorse aggiuntive derivanti dalla situazione sanitaria e, paradossalmente, un’utenza diminuita (perché scaglionata su più ingressi, o in alternanza tra lezioni in presenza e DAD, o altro), garantiva invece un livello di confort di viaggio irraggiungibile in condizioni normali.
Il prezzo della normalità è anche viaggiare su autobus affollati: ed è una situazione – su questo concordiamo con lei – simile a quella che probabilmente lei stessa avrà vissuto in prima persona trent’anni fa, in quanto in trent’anni i finanziamenti per il trasporto pubblico locale (e dunque il numero di corse, di autobus disponibili, di autisti) non sono certo aumentati, anzi, tutt’altro: ciò al netto, appunto, del già citato “exploit” del periodo Covid, i cui finanziamenti specifici non sono più garantiti dalla scorsa primavera.
Chiediamo anzi ai ragazzi la cortesia di adottare alcune prassi di buon senso: evitare di accalcarsi presso le porte (impedendo così l’accesso ad altri) o tenere lo zaino in spalla per tutta la durata del viaggio potrebbero rappresentare, in tal senso, un buon inizio per rendere il viaggio più accettabile per tutti.
Per quanto riguarda il disservizio segnalato in merito al primo pomeriggio di oggi, anche tale questione è tipica dell’avvio di un “normale” anno scolastico: quest’oggi abbiamo previsto cinque autobus da Varese verso la Valganna alle ore 12.25, perché settimana scorsa l’uscita delle 12 era risultata pressoché totalizzante per tutti gli studenti che frequentano le scuole a Varese; oggi quei cinque autobus sono risultati invece ampiamente superflui, perché la maggior parte dei ragazzi si è invece concentrata alle 13, quando avevamo previsto solo tre autobus verso la Valganna (i due segnalati da sua figlia, più il terzo che prende servizio direttamente dal polo scolastico di Casbeno e non transita dunque dalla fermata di via Vittorio Veneto/Zara).
Purtroppo non abbiamo capacità previsionali così precise da poter indovinare, con assoluta certezza, le “bizze” di ogni singola scuola (a Varese ve ne sono almeno una dozzina) in merito ai propri orari di uscita, i quali vantano una mutevolezza veramente impronosticabile da un giorno con l’altro. Da domani, comunque, provvederemo a girare sulla fascia delle 13 uno degli autobus aggiuntivi sino ad oggi previsto alle 12, e ciò dovrebbe garantire maggiore funzionalità al servizio, oltre a ridurre le possibilità di altri inconvenienti del genere.
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