Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata alla nostra redazione da Stefano Introini, consigliere comunale e capogruppo di “Leggiuno per il Lago Maggiore”, dedicata alla valorizzazione dell’eremo di Santa Caterina del Sasso, con la sua possibile candidatura a sito UNESCO.
Una proposta che, per l’architetto, in precedenza responsabile dell’Ufficio Tecnico nel Comune di Luino, passa da una “base territoriale” e da un progetto che promuova l’intero territorio lacustre.
Ecco le sue parole.
Ci sono riferimenti iconici che identificano una città, una regione, un territorio, New York con la Statua della Libertà, Parigi con la Tour Eiffel, Pisa con la torre pendente, così il Lago Maggiore è conosciuto per le isole Borromee e Santa Caterina del Sasso Ballaro a Leggiuno: digitando “Lago Maggiore” sulle immagini di Google, dopo le isole, appare Santa Caterina.
Dietro l’icona ci sono significati e significanze molto diverse perché il mondo non è un luna park e i territori non sono un parco a tema: Santa Caterina è un’esperienza meditativa prima che un monumento all’uomo che sfida la natura del sasso a strapiombo sul lago, un riferimento religioso che merita il rispetto più alto in quanto sintesi estrema di una devozione e passione che ha impregnato e ancora vive come sentimento diffuso il territorio prealpino. Ciò considerando, però, che supera i centomila visitatori ogni anno!
A partire da questa connotazione culturale prima che architettonica, di unicità episodica che funge da riferimento per l’intera regione dei laghi, tra i punti proposti nel programma a Leggiuno abbiamo indicato la possibile candidatura a sito UNESCO di Santa Caterina del Sasso. La fascia costiera del Lago Maggiore, è già parte di un programma UNESCO, il MAB, “Man and Biosphere”, e l’ipotesi di elevare il complesso dell’Eremo a sito UNESCO sembra coniugarsi con tutti i punti previsti dalla domanda.
Ma a lato delle condizioni tecniche e giuridiche per la formulazione della domanda occorre una base territoriale, un comitato di promozione utile a tradursi un una segreteria di programma a partire, certamente da un progetto. Il progetto deve comprendere una idea di territorio, una vision di area vasta territoriale, proponendo il complesso dell’Eremo come riferimento per la regione dei laghi non solo in termini di storia locale, ma anche quale appartenenza territoriale.
A parole l’attuale amministrazione comunale, a guida centro sinistra, più volte ha confermato l’interesse e la disponibilità a promuovere la candidatura ma il tema di fondo è la rete territoriale, il coinvolgimento di una larga base di territorio nella sua accezione più complessa: ricettività, collegamenti, eventistica culturale, tessuto economico produttivo.
A quasi un anno dalle elezioni, neppure un incontro, una news, un comunicato… Va coinvolta in primis Provincia di Varese, proprietaria del complesso, facendo presente che sussiste un profondo interesse locale ad acquisire questo importante riconoscimento per il territorio tutto, per rilanciare il tessuto socio-economico imprenditoriale e culturale.
Così sollecitiamo i candidati alle prossime elezioni, a partire dalla squadra di Forza Italia, che ha ben colto l’importanza delle ricadute di questa iniziativa che ben potrebbe essere coniugata con il riconoscimento di questi territori a economia fragile nella ZES, nella zona economica speciale, a guisa dei riconoscimenti già disposti per molte regioni del sud e regolate con il DPCM 25 gennaio 2018.
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