(a cura di Alessandra Torretta) Domenica 4 settembre, nel parco adiacente il convento dei Padri Passionisti a Caravate, alle ore 16, si è tenuta la celebrazione eucaristica, durante la quale quattro ragazzi della provincia Mapraes della Congregazione Passionista hanno fatto la loro prima professione temporanea: sono stati così inclusi nella Famiglia Passionista, diventando confratelli, perciò religiosi a tutti gli effetti.
La celebrazione, presieduta dal Padre Provinciale Luigi Vaninetti, ha raccolto più di un centinaio di persone tra Padri, religiosi e laici, oltre ad autorità civili e persone che gravitano intorno a questa casa di esercizi. Presenti anche molti famigliari dei novizi, provenienti dal Portogallo e dall’Italia, più in particolare dalla Puglia e dalle Marche e gli studenti passionisti che risiedono, durante i loro studi di teologia, nel ritiro di Napoli.
E’ stato un vero incontro di famiglia, che è iniziato sabato 3 settembre con la veglia di preghiera, guidata da padre Pasqualino, vice maestro dei novizi, che ha seguito questi quattro ragazzi per tutto l’anno insieme a padre Marco Panzeri, maestro dei novizi e superiore della casa di esercizi di Caravate.
Dopo aver vissuto l’anno scorso la prima professione religiosa di tre novizi, quest’anno si pensava di essere pronti e di non farsi sorprendere dall’urto emotivo che avevamo subito un anno fa. Non c’è mai, però, una celebrazione uguale all’altra. Durante tutto quest’anno, Francesco, Elia, Matteo ed Henrique sono cresciuti con noi e ci hanno donato il loro tempo e la loro umanità intera. Non si poteva rimanere indifferenti di fronte a questi giovani, oltretutto amici, che si consegnano al Signore con fiducia e speranza: nei loro visi non c’era solo la gioia del traguardo, ma anche la serietà da cui traspariva la consapevolezza di quel gesto.
Incontenibile è stata la gioia che ha fatto seguito alla promessa e alla consegna ai quattro ragazzi dei segni passionisti, la croce e lo stemma: è stata liberante e ha coinvolto tutti, emozionato e commosso anche i più reticenti.
Chi soprattutto ha avuto la fortuna di vivere questo momento come testimone di Francesco, Elia, Matteo ed Henrique si è profondamente commosso quasi quanto i genitori presenti e si è sentito davvero responsabile di ciò che è successo davanti ai propri occhi. Tutta la gioia della famiglia passionista che accoglieva questi giovani amici, si è sfogata in quell’abbraccio che appena finita la testimonianza è venuto naturale distribuire a tutti e quattro.
Questo senso di famiglia non si è, però, respirato solo tra i religiosi. Anche il coro, che con delicatezza e maestria ha accompagnato tutta la celebrazione, ha fatto una grande esperienza di comunione, accorpando coristi da Busto Arsizio, Caravate, dalla provincia di Torino e persino due ragazzi portoghesi, che si sono adattati perfettamente alla nostra sensibilità musicale.
Un grazie va anche a Joao e Gianluca che hanno permesso con il suono dell’organo di arricchire e rendere più solenni gli interventi musicali che hanno accompagnato la liturgia. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro che con il loro servizio hanno reso questa giornata un’ occasione di incontro e di crescita, cristiana e umana.
Occorre soprattutto ringraziare la Comunità Passionista di Caravate, che ha saputo accogliere i famigliari e i religiosi che sono venuti da Italia e Portogallo e che con la loro presenza hanno contribuito a rendere ancor più visibile il peculiare valore di questo avvenimento.
Il noviziato per i Padri Passionisti è un’esperienza forte di vita comunitaria, ma grazie a loro anche i frequentatori di Caravate e i membri laici della famiglia passionista sono stati interrogati nel profondo perché le scelte di questi giovani li hanno portati a porsi delle domande vere, sul senso del proprio vivere e del proprio essere cristiani.
Dopo due anni, quest’anno il noviziato resterà vuoto. Ciò che, però, abbiamo vissuto insieme a questi giovani novizi, i legami di amicizia e le tante relazioni che grazie a loro si sono sviluppate, ci chiamano ad essere passionisti e chiesa in uscita, amici in Cristo e pronti ad incontrare altri per aiutare tutti a vedere ciò che questi ragazzi palesemente hanno incontrato.
In attesa di ritrovare il noviziato abitato da giovani alla ricerca, ora tocca a noi far vivere questa casa, questo ritiro, che tanto bene accoglie e fa sentire famiglia.
Le occasioni non mancheranno!
Venite e vedrete!
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