Continuano sul territorio dell’alto Varesotto, e più nello specifico nel Luinese e sul Verbano, i disservizi legati alla fornitura di carburante, benzina o diesel, nei distributori della zona, che nel corso di quest’estate più volte sono stati bersaglio di polemiche da parte degli utenti.
«Nella giornata di domenica mi sono recata al lavoro a Germignaga, nel pomeriggio mi sono accorta che avevo bisogno di fare benzina alla mia auto», spiega la cittadina luinese. «Nessuno dei distributori della zona era funzionante: a Porto Valtravaglia non c’erano gli scontrini nella macchinetta, quindi non si poteva fare benzina, a Luino era fuori servizio, così come a Mesenzana chiuso per ferie».
«La mia domanda ora è come facciamo a fare benzina nella zona? La domenica è pieno di turisti se non c’è rifornimento anche loro cambieranno? Alla fine io e tutti gli altri siamo stati costretti a recarci in Svizzera», conclude amareggiata la donna luinese.
Se le lunghe code per rifornirsi in viale Dante a Luino hanno causato problemi alla sicurezza stradale, un’altra criticità sollevata dalla comunità, soprattutto sui social network, è stata quella dei prezzi, con un’oscillazione talvolta che ha superato 40 centesimi/litri dalla sera alla mattina.
A spiegare la situazione dei problemi è Massimo Sassi, presidente Faib Confesercenti Regionale Lombardia Sede Territoriale di Varese: «Le problematiche sono due, una di legata alla carenza di liquidità l’altra alla carenza di stoccaggio. Per quanto riguarda la prima, è evidente che le compagnie petrolifere abbiano abbassato i prezzi nell’alto Varesotto, rispetto a Varese, per catturare ed attrarre i clienti svizzeri».
«Gli impianti hanno una capienza ridotta per quello che stanno erogando – continua Sassi -: un distributore di 20mila litri prima durava 3-4 giorni, le medie erano quelle, oggi invece con la vendita triplicata vanno in sofferenza per la giacenza. Qualche gestore, per carenza di liquidità, non riesce ad acquistare ulteriore carburante, non aspettandosi tale incremento, rimanendo scoperti e causando disservizi per gli utenti».
Oltre a questo, però, vi è anche un problema di costi dell’energia che sono lievitati. «I distributori devono pagare il 20% in più. Se si eroga maggiormente, è fisiologico che vi sia più consumo, ma la proporzione sul guadagno non tiene». E quale sarebbe allora la soluzione? «Visto che le compagnie petrolifere decidono i prezzi bisogna trovare una strada andando incontro ai gestori, o dilazionando i pagamenti o trovando altre formule, ce ne sono molteplici. Resta il fatto che se i gestori non si lamentano la situazione rimane tale e quale ad oggi e i disagi proseguiranno anche in futuro», conclude il presidente locale della Federazione autonoma italiana benzinai.
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