Quasi mezzo milione di euro per costruire un nuovo asilo nido e offrire alla comunità un servizio in grado di migliorare la vita quotidiana di tanti genitori, mettendoli nelle condizioni di conciliare lavoro e famiglia.
Su questo versante il Comune di Cuasso al Monte ha avuto l’ok definitivo a livello ministeriale, dopo l’approvazione di Regione Lombardia, per mettersi al lavoro grazie ad uno stanziamento di 417.000 euro, fondi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Sul tavolo degli amministratori c’è la riqualificazione dell’ex asilo parrocchiale situato nella frazione di Cavagnano. Qui, secondo i piani della giunta guidata dal sindaco Loredana Bonora, dovrà nascere il nuovo asilo nido di Cuasso.
«Un’opera necessaria dato il recente incremento delle nascite e a fronte dell’assenza di un asilo nido di proprietà comunale in paese – sottolinea il vicesindaco di Cuasso, Pino Caprino – A Cuasso al Piano è presente una struttura privata che svolge un lavoro eccezionale ma purtroppo lo spazio che i gestori hanno a disposizione non è sufficiente per coprire tutte le richieste. Per questo l’asilo nuovo di proprietà del Comune è uno dei nostri obiettivi. Speriamo che l’edificio, una volta ristrutturato, possa diventare un punto di riferimento anche per i paesi limitrofi».
L’ex asilo parrocchiale è situato a Cavagnano in via Scampini. Da alcuni anni è di proprietà del Comune. «Un bell’edificio – aggiunge il vicesindaco – ampio, spazioso e dotato peraltro di una terrazza sul bosco, che consentirà di organizzare al meglio le attività anche nell’ambiente esterno».
Alla stessa manifestazione di interesse messa a punto dagli uffici comunali per richiedere i fondi riguardanti la costruzione del nuovo asilo è legata anche un’altra importante procedura. Sul piatto c’è un secondo finanziamento, di oltre 1 milione di euro, che il Comune punta ad impiegare sempre sul fronte scolastico, ma a livello di efficientamento energetico per le scuole elementari del paese. «Un bando per raggiungere un alto livello in termini di prestazioni – specifica in conclusione Caprino – e che si lega alla nostra idea di sfruttare al massimo le fonti energetiche naturali. Aspettiamo il responso degli organi ministeriali competenti».
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