Sono state pubblicate le graduatorie degli avvisi pubblici relativi ad asili nido e scuole dell’infanzia con progetti di investimento di tre miliardi di risorse finanziate nell’ambito delle azioni per il potenziamento dei servizi d’istruzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
In provincia di Varese i progetti finanziati riguardano, nello specifico, i Comuni di Varese, Vergiate, Cuasso al Monte, Cavaria con Premezzo, Tradate, Laveno Mombello, Caronno Pertusella, Sesto Calende, Cassano Magnago, Carnago. Ad altri Comuni che sono stati ammessi, ma con riserva, verrà richiesto un ulteriore approfondimento documentale dalla prossima settimana.
«Per investire seriamente sulla famiglia e sui nostri ragazzi servono politiche di sistema, atti concreti e servizi sui territori – afferma la deputata e segretaria regionale lombarda di Italia Viva, Maria Chiara Gadda – Ci sono intere aree del Paese dove mancano gli asili nido, e molte scuole per l’infanzia necessitano di essere riqualificate. Il Family Act, nato come progetto alla Leopolda, è diventato realtà grazie alla ministra di Italia Viva Elena Bonetti. E le risorse europee del PNRR sono fondamentali per strutturare questo percorso. Si tratta di tre miliardi in opere nuove o da riqualificare, e di questi oltre 18 milioni spetteranno al territorio varesino».
«Il primo piano di investimenti per le strutture scolastiche nacque durante il governo Renzi – prosegue la deputata varesina – In Italia molti sindaci hanno inaugurato e riqualificato scuole più belle e sicure. Ora bisogna concentrarsi anche su asili nido e scuole per l’infanzia, questi servizi sono fondamentali per conciliare lavoro e famiglia per i genitori e costituiscono una parte importante del percorso formativo e di socialità dei bambini».
«Grazie all’ottimo lavoro della ministra per le pari opportunità e famiglia, Elena Bonetti, ci sono risorse a disposizione dei territori per asili nido e scuole dell’infanzia e questo è un tassello importante del Family Act, di cui l’assegno unico e universale è stato solo il punto di partenza. In queste settimane sono arrivate molte altre risorse anche per i centri estivi, un servizio importante fatto dai Comuni in collaborazione con il terzo settore. Con la chiusura delle scuole, i centri estivi sono infatti fondamentali per molti genitori che lavorano e sono, inoltre, un luogo importante per la crescita dei ragazzi, soprattutto dopo la solitudine vissuta a causa della pandemia. Queste opportunità – conclude Gadda – vanno potenziate anche perché tali servizi spesso sono costosi ed escono dal budget familiare, e rese strutturali».
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