Non si placa l’attività e il lavoro da parte dei carabinieri e delle amministrazioni comunali dell’alto Varesotto, impegnate costantemente nel debellare lo spaccio di droga nei boschi, che nonostante i vari blitz, le operazioni e gli arresti, sono ancora teatro di degrado sociale, un pericolo non solo per la sicurezza dei cittadini ma anche per l’ambiente.
E così sabato mattina a Sangiano, nei pressi di una zona boschiva che conduce alla famosa località Picuz, i militari dell’Arma, guidati dal maresciallo Marco Cariola, si sono resi protagonisti di un altro blitz, volto a smantellare l’ennesimo bivacco in Valcuvia: per poco non sono riusciti ad acciuffare gli spacciatori, almeno in tre, che sentendo arrivare qualcuno sono fuggiti via, lasciando a terra vestiti, alimenti, tende, cellophane e coltelli, usati per impacchettare l’eroina e la cocaina, e rifiuti di ogni genere tra i rami e le foglie.
Particolare, però, la presenza di una teiera con acqua bollente al suo interno, sopra un braciere ancora caldo, a dimostrazione di quanto queste “strutture” nei boschi vengano utilizzati quotidianamente dagli spacciatori, perlopiù di origine marocchina, per compiere i loro affari illeciti. Alla loro offerta, però, si affianca una domanda di clienti, soprattuto italiani, che continuano a rifornirsi in queste zone.
I carabinieri, arrivati nel bosco, dopo aver accertato la situazione, hanno lasciato spazio ai volontari della Protezione civile di Sangiano, che hanno bonificato interamente l’area, portando via tutto il materiale presente riempendo un camion. Sul posto anche il sindaco Matteo Marchesi, che ha seguito l’operazione da vicino. «Si tratta di un’attività complessa – commenta il sindaco Marchesi -, ma sono grato ai carabinieri e al maresciallo Cariola, sempre attivo e disponibile, per il lavoro che stanno compiendo. Per noi amministratori sono molto utili anche le indicazioni e i consigli che ci danno, per capire come funziona lo spaccio nella nostra zona».
«Mi avevano avvisato dell’operazione in atto e dell’attività di spaccio sulla strada verso il Picuz – continua il primo cittadino -. Spiace che siano scappati, ma almeno hanno dovuto abbandonare il bivacco che è stato smantellato minuziosamente da Andrea Costa, che oltre ad essere volontario di Protezione civile lavora anche come operatore ecologico per il nostro Comune, e dalla colonna portante del nostro gruppo, il caposquadra Maurizio Fornari. Mi ha colpito il braciere acceso, alla preoccupazione dello spaccio si aggiunge anche il rischio che possano causare altri problemi in questi momenti siccitosi, con la possibilità di innescare incendi. Insomma, da degrado nasce degrado».
A differenza di altre zone, però, quella del Picuz è una zona molto frequentata dalle famiglie, appassionati di montagna e sportivi, soprattutto in primavera, estate ed autunno, e fa strano la scelta degli spacciatori di posizionarsi proprio in un’area così nota. «Per questo chiedo ai cittadini, nel caso in cui vedessero qualcosa di sospetto, di segnalarlo ai carabinieri della Compagnia di Luino, che dimostrano sempre grande disponibilità. Ora nel bene o nel male la zona è pulita e sorvegliata, continueremo a presidiare, anche con l’aiuto della nostra comunità», conclude il sindaco Marchesi.
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