A diversi mesi di distanza dai primi invii delle sanzioni relative al mancato assolvimento dell’obbligo vaccinale anti-Covid, si registrano ancora adesso alcune criticità che hanno portato cittadini in regola con le vaccinazioni previste a ricevere comunque l’avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate.
È il caso di un medico dell’alto Varesotto che da vent’anni esercita la sua professione oltreconfine, in Svizzera, e che proprio lì ha effettuato il ciclo vaccinale contro il Sars-CoV2 ottenendo sia un green pass elvetico sia uno italiano. Il che, a quanto pare, non è stato sufficiente a evitargli l’invio della multa, come ci ha raccontato in una breve lettera inviata alla nostra redazione per segnalarci «una situazione assurda, oserei dire tipicamente italica».
«Sono una di quelle persone che passano la giornata coi propri pazienti esortandoli a vaccinarsi contro il Covid 19 e quando ho sentito, a febbraio, che sarebbero state emanate le sanzioni, ho subito capito che tutti i sanitari in Svizzera avrebbero avuto problemi», afferma il sanitario spiegando di aver provveduto immediatamente, lo scorso inverno, a inviare la documentazione sia all’ASST sia all’Agenzia delle Entrate.
Eppure, sanzione pervenuta: «Appena ricevuto l’avviso – racconta il medico – ho ovviamente fatto le mie rimostranze ed ecco il rimpallo: ASST dice di aver comunicato correttamente dando la colpa all’Agenzia delle Entrate. Quindi, per l’ennesima volta, ho rimandato tutta la documentazione perdendo di nuovo tempo che invece dovrei dedicare ai miei pazienti. Mi sembra un’assurdità e una ennesima umiliazione a chi fa il proprio dovere contro il Covid. Sicuramente ci saranno centinaia di casi di camici bianchi lombardi esercitanti in Svizzera con lo stesso problema e questo non fa certo onore».
Infatti, non si tratta del primo episodio di questo tipo per frontalieri sanitari che, nonostante si siano vaccinati in terra elvetica con tre dosi, hanno ricevuto sanzioni, avvisi o richiami che li intimavano a regolarizzare la propria posizione nel più breve tempo possibile, a dimostrazione ancora una volta di quanto la burocrazia, in Italia, sia farraginosa.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0