Luino | 19 Luglio 2022

Luino, a Palazzo Verbania le “Fragilità nascoste” di Francesco Spatara

La mostra del pittore, che ha mosso i suoi primi passi in città e nella Valtravaglia, sarà inaugurata venerdì. Un’opera sarà visibile anche nel municipio di Castelveccana

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Un ritorno che sa di storia, di affetti e di ispirazioni artistiche radicate nell’anima. La mostra Fragilità nascoste di Francesco Spatara che verrà inaugurata a Palazzo Verbania venerdì 22 luglio alle 18.30, realizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Luino con la sinergia del Comune di Castelveccana in collaborazione con Musea e Flai Graphic Design, racconta le ultime esperienze dell’artista che ha mosso i suoi passi proprio a Luino e nella Valtravaglia prima di trasferirsi in Sardegna, dove tuttora risiede e lavora e da dove ha spiccato il volo per mostre di grande importanza.

All’ex Kursaal, dal 23 al 31 luglio, con la curatela di Debora Ferrari – giornalista e critica d’arte conosciuta sul territorio per le attività culturali ideate e organizzate con vari musei – saranno esposte 30 opere coi temi cari all’artista, soprattutto ritratti e nudi. Ma non ci si aspetti la solita visione naturalistica: Spatara è un pittore che racchiude molte summae del ‘900, da Rotella a Bacon, da Burri a Sutherland, per citarne alcuni.

«Proprio su un mistero celato e lentamente disvelato – scrive Debora Ferrari – si basa la sua pittura composta di più strati, di aggiunte e cancellazioni, di occultamenti e svelamenti, di pigmenti palpitanti con collage divenuti forti ma timidi. Questo è il mistero delle sue Fragilità nascoste: poter dire in introversione anche quando si sente la voglia di urlare. La pittura contemporanea, dall’Informale in poi, ha permesso all’artista di esprimere la pulsione esplosiva di emozioni e ragionamenti con un forte sentimento cromatico e materico. Sì, perché spesso si pensa alla pittura come elemento solo visuale quando invece è una forma di pensiero costituente, è una lettura come di un libro, è una rappresentazione come in teatro. La pittura di Francesco Spatara possiede queste caratteristiche preziose perché danno all’osservatore la possibilità di arricchirsi senza che se ne accorga, per ritrovarsi cresciuto insieme al percorso evolutivo dell’autore».

Francesco Spatara si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1983. Precedentemente, per alcuni anni, affianca il pittore Innocente Salvini di Gemonio. Inizia quindi a esporre in mostre collettive e personali nella provincia di Varese e in altre città del nord Italia. Trasferitosi in Sardegna per esigenze personali, si inserisce nel mondo della scuola e insegna ancora oggi al liceo artistico di Lanusei (NU).

Nel 2017 partecipa alla Triennale di arti visive a Roma; successivamente espone allo StudioC di Luciano Carini e alla mostra collettiva Grazie Italia Padiglione Guatemala, Palazzo Albrizzi-Capello (57^Biennale di Venezia). Viene poi inserito nel prestigioso Atlante dell’arte contemporanea edito De Agostini, con presentazione del volume a febbraio 2019 (Università la Sapienza a Roma). Inoltre è stata confermata la sua presenza sia nel 2° Atlante del 2020 (presentazione a giugno al MAXXI di Roma) che alla Triennale delle arti visive a Palazzo Borghese 2021, sempre a Roma.

«L’amministrazione comunale di Luino – afferma l’assessora alla Cultura Serena Botta – è estremamente lieta di ospitare a Palazzo Verbania le opere di Francesco Spatara, credo che Sala Reale e Sala Corsini rappresentino lo scenario perfetto per accogliere il ritorno di un artista nei luoghi che hanno visto sbocciare la sua passione per la pittura. Passione che è poi cresciuta e che Francesco ha portato in giro per tutta Italia collezionando grandi successi personali e professionali. La collaborazione con il Comune di Castelveccana rappresenta simbolicamente l’abbraccio che il nostro territorio offre ad un artista cresciuto sulle sponde del nostro amato lago con la speranza che qui si possa sempre sentire a casa».

Nello stesso periodo infatti, presso il Municipio di Castelveccana, sarà possibile ammirare un’opera di Spatara, a suggello della collaborazione e dell’importanza del paese lacustre nella sua vita: «Era il mese di luglio del 1978 – scrive l’amministrazione di Castelveccana – e un ragazzo da poco diplomato al Liceo Artistico di Busto Arsizio, discepolo di Innocente Salvini, esponeva a Caldè i suoi dipinti riscuotendo le prime critiche positive. Anche la Prealpina pubblicava un articolo in merito. Quest’anno il ritorno con una personale a Palazzo Verbania, desiderata da anni, dopo i successi alla Triennale di Roma e alla Biennale di Venezia, innescata da una chiacchierata con Enrico Bianchi, che ne ha colto immediatamente il valore».

In occasione della mostra la piccola casa editrice TraRari TIPI ha pubblicato un catalogo con disegni e quadri, critiche e notizia autobiografica, un piccolo gioiello capace di mantenere viva l’attenzione verso il pittore anche dopo la conclusione della mostra.

Francesco Spatara sarà presente all’inaugurazione di venerdì e nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 per incontrare il pubblico e gli amici.

Sabato, inoltre, il concerto La voce che abito – canzoni jazz dal mondo curato dall’Associazione Gino Marinuzzi, con Rosanna Mennella (voce), Marcello Massa (piano) e Aldo Capasso (basso) in programma a Palazzo Verbania vedrà anche l’apertura straordinaria della mostra nelle ore serali.

L’ingresso agli eventi sarà libero e gli orari della mostra sono i seguenti: mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 e venerdì dalle 15.00 alle 21.00.

Per informazioni: culturalbrokers@gmail.com.

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