Un furto consumato in un momento buio della vita; non per arricchirsi ma per cercare di tirarsi fuori da una situazione di disagio. Il reato però rimane, così come le dirette conseguenze, che hanno portato davanti al Tribunale di Varese un marocchino di 39 anni, residente nel Luinese, con l’accusa di aver sottratto alcuni capi di abbigliamento dalle corsie di un negozio di Mesenzana specializzato nella vendita di prodotti per il fai da te.
«Tutto vero» ha confermato l’uomo – già noto alle forze dell’ordine – in riferimento ai fatti a lui contestati, e risalenti al febbraio 2021. «Ero disperato – ha aggiunto davanti al giudice – non avevo un posto dove andare. Per un pò mi hanno ospitato alcuni amici, poi le cose sono peggiorate. Non sapevo dove sbattere la testa. Non mi lavavo da giorni e non potevo cambiarmi, per questo sono entrato nel negozio e ho preso quei vestiti».
Un paio di pantaloni, un giubbotto e dei guanti. Per un valore complessivo di poco più di 100 euro: questa la merce sottratta dal 39enne. «Non ho rubato nulla di costoso proprio perché avevo solo bisogno di mettermi addosso qualcosa di pulito – ha precisato in conclusione l’uomo – Chiedo scusa a tutti per la sciocchezza che ho fatto».
Una “sciocchezza” che, come detto, risale a più di un anno fa. L’imputato lo ha fatto presente, in aula, per sottolineare che oggi le cose sono completamente diverse grazie alla convivenza con una donna italiana e al lavoro – saltuario – come giardiniere, che lo tiene occupato.
Dato il valore contenuto della merce sottratta e lo stato di necessità che aveva spinto l’imputato a commettere il furto, l’avvocato della difesa, Andrea Pellicini, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito per la particolare tenuità del fatto. Il giudice – dopo aver ascoltato anche la richiesta dell’accusa, che per l’autore del furto aveva chiesto 6 mesi di reclusione – ha però condannato il 39enne a 4 mesi e al pagamento di una multa di 200 euro. La concessione delle attenuanti generiche ha mitigato l’entità della pena.
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